Ospedale, via libera al parcheggio dell’ex residence Mont-Blanc

Il Consiglio comunale ha approvato, non senza difficoltà, l'ultima delibera della consigliatura. Bagarre in aula: il PD non ha partecipato alla discussione, Aosta Viva, Verdi e PRC sono usciti dall'aula per far mancare il numero legale
La discussione sull'ampliamento dell'ospedale
Politica

Soli sedici voti favorevoli e la defezione, in maggioranza, del Partito Democratico: dopo un'intera giornata di dibattito consiliare, ricca di frecciate e colpi di scena, ma povera di contenuti, il Consiglio comunale di Aosta ha approvato la modifica all'accordo di programma tra Regione e Comune di Aosta per l'ampliamento dell'ospedale "Umberto Parini".

Il Comune dà mandato alla Regione di aprire le trattative con la società "Saint-Bernard srl", proprietaria dell'ex residence Mont-Blanc, tra via Roma e viale Gran San Bernardo, per l'acquisto di 510 posti auto, a servizio del futuro presidio unico ospedaliero, sotto il complesso residenziale che verrà costruito.

I consiglieri del PD, così come l'assessore Giuliana Ferrero, non hanno partecipato alla discussione, ad eccezione di Tonino Zafettieri che si è poi astenuto. Al termine della discussione, i partiti dell'opposizione di sinistra (Aosta Viva, Verdi e PRC) sono usciti dall'aula con l'intento di far mancare il numero legale. Anche la consigliera UV Lucia Pellissier, che ha posto dubbi alla straordinarietà della delibera, è uscita dall'aula al momento del voto. Ma il rientro in aula di Giuseppe D'Alessandro (Stella Alpina), assente per motivi personali, e il voto favorevole di Daniela Piassot (UV), che pure aveva espresso dubbi sulle modalità, hanno reso vano il tentativo dell'opposizione.

"E' una scelta importante, per il bene comune e l'utilità pubblica: è necessario prendere decisioni tempestive". Così il sindaco Guido Grimod ha motivato la richiesta di voto favorevole alla delibera: "Abbiamo la preoccupazione di garantire la sosta nel suo complesso, per l'ospedale e per la porta nord della città. Questa maggioranza, anche chi oggi è uscito dall'aula, aveva sempre manifestato perplessità sul progetto di parcheggio nell'area su via Saint-Martin, e questa soluzione è migliorativa, sia per la viabilità, sia per un notevole risparmio di costi".

"Non ravvisiamo convenienza economica – spiega Davide Bionaz, capogruppo di Aosta Viva – e ci viene detto che si deve decidere ora perché un privato, d'autorità, ha posto un termine, e vuole una risposta, improrogabilmente, entro il 30 maggio. E' la prima volta che un ente privato impone delle decisioni ad uno pubblico".

"Siamo in condizione di straordinarietà determinata dalla legge – ha spiegato la capogruppo dei Verdi Clotilde Forcellati, motivando così la bagarre che ha visto quasi sei ore di dibattito – per i 45 giorni che precedono le elezioni. In questo 'limbo', il Consiglio comunale può essere convocato soltanto se sussistono condizioni di urgenza e improrogabilità: non vediamo né l'una, né l'altra".

Aosta Viva, Verdi e PRC hanno sollevato anche un altro dubbio: "Un soggetto privato può vendere all'ente pubblico un bene immobile se lo possiede da epoca non sospetta, per evitare collusioni tra privati e pubblica amministrazione. In questo caso, la Saint-Bernard srl dispone del bene dal 2009: l'epoca è sospettissima. Se aggiungiamo che l'Assessore regionale Albert Lanièce, solo sei mesi fa, diceva che la Regione non era interessata all'acquisto dell'area, i dubbi crescono".

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