Pace fatta tra Anpi e alpini. “Delusione per la festa rovinata”

Incontro questa mattina al Castello Cantore. I militari hanno giustificato il loro allontamento dalla manifestazioni per questioni di regolamento. Guglielminotti Gaiet "non tutti i presenti però avevano un regolamento da rispettare".
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Pace fatta tra l’Anpi e gli alpini. Questa mattina il Presidente dell’Anpi Valle d’Aosta, Marino Guglielminotti Gaiet, i parlamentari valdostani, Roberto Nicco e Antonio Fosson, si sono oggi incontrati presso il Castello Cantore con i rappresentanti delle Forze Armate generale di corpo d’armata Alberto Primicerj, comandante delle Truppe Alpine, e generale di brigata Claudio Rondano, comandante del Centro Addestramento Alpino.

 

“E’ stato un incontro utile e necessario – spiega Guglielminotti Gaiet  I militari hanno giustificato il loro allontanamento dalle celebrazioni del 25 aprile spiegando come il discorso fosse andato su temi attuali e da regolamento erano quindi tenuti a sciogliere il picchetto e lasciare la manifestazione. Il gesto però non voleva essere una mancanza di rispetto verso i partigiani o l’Anpi”.

 

Questione chiusa? Sì, per Guglielminotti, che ricorda però come se è vero che i militari hanno un regolamento da rispettare, altrettanto non si può dire per altre figure (in primis il Sindaco di Aosta e il Presidente della Regione) che hanno abbandonato in anticipo le celebrazioni. “Rimane in noi la delusione per la festa rovinata. Il discorso di Lamberti non ha fatto altro che toccare argomenti di attualità che anche altre cariche nazionali dell’Anpi hanno messo in luce il 25 aprile. – spiega il Presidente dell’Anpi Vda – Forse ci si è scandalizzati in Valle perché a pronunciarle è stato un giovane?”.

 

Stemperate le polemiche l’incontro è servito ai partecipanti per ribadire “la necessità  che vi sia tra tutte le parti in causa la più proficua collaborazione, anche organizzativa.”

 

 “Quest’anno siamo stati convocati in Comune per organizzare le celebrazioni dieci giorni prima dell’appuntamento. – ricorda Guglielminotti –  e il ritardo ha portato ad una serie di problemi organizzativi ad esempio nessun manifesto è stato affisso per segnalare le celebrazioni”.

 

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