Per il Pd la cabina di regia “é una concessione al disperato tentativo di visibilità del PdL”

"La cabina di regina - scrive il Pd - è un ulteriore arretramento dei processi democratici nella nostra regione, perché sposta le decisioni a livello verticistico, depotenziando ulteriormente il già esiguo ruolo svolto dai consiglieri di maggioranza."
Politica

"La cabina di regia si presenta come una modesta concessione al disperato tentativo di visibilità del PdL che annaspa alla ricerca di poltrone". A sottolinearlo in una nota è il Partito democratico.

Come si legge in una nota "Dopo una lunga gestazione cominciata a ridosso della sconfitta elettorale alle politiche del 2006, alcuni esponenti dell’Uv e della destra in Valle d’Aosta hanno concepito un piano per marginalizzare la sinistra. Questo progetto si è manifestato alle europee del 2009, si è consolidato alle comunali di Aosta nel 2010, ma dopo due anni di lavoro ha prodotto solo una cabina di regia."

Sottolinea Raimondo Donzel,  la cabina di regina "è un ulteriore arretramento dei processi democratici nella nostra regione, perché sposta le decisioni a livello verticistico, depotenziando ulteriormente il già esiguo ruolo svolto dai consiglieri regionali di maggioranza. Cresce dunque da parte nostra la preoccupazione perché in Valle d’Aosta l’attenzione è più incentrata a gestire e controllare i luoghi del potere economico pubblico (Finaosta e partecipate) più che a creare condizioni di dinamismo e di crescita nella società valdostana. L’economia è strettamente legata alla società, e quindi solo attraverso maggiore democraticità nei processi si può avere spinta propulsiva dal basso."
 

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