Politica

Ultima modifica: 12 Marzo 2019 9:10

Pubblicazione atti, alcune associazioni chiedono alla Regione di far marcia indietro

Aosta - "In caso contrario,  - annunciano le associazioni - ci riserviamo ulteriori azioni, anche di natura legale, se necessario".

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“La scelta della Regione limita fortemente, e di fatto annulla, il diritto dei cittadini alla trasparenza, ossia a conoscere e poter approfondire le scelte amministrative, e le motivazioni che ad esse sottostanno”. A denunciarlo sono LegambienteVda, ArciVda, LiberaVda e Vallevirtuosa nel giorno in cui inizia a livello italiano, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, la terza edizione della Settimana dell’Amministrazione aperta, che ha l’obiettivo di promuovere e sviluppare la cultura e la pratica della trasparenza amministrativa

Da un po’ di tempo gli atti dell’Amministrazione regionale non sono più visibili trascorsi i primi 15 giorni dalla pubblicazione.

“La Regione ha adottato, in apparenza, una procedura simile a quella in uso nelle Amministrazioni comunali.   – scrivono in una nota le associazioni – Gli atti amministrativi vengono pubblicati per sole due settimane, decorse le quali restano visibili i soli estremi (data di approvazione e oggetto). Per leggere gli atti, si rende quindi necessario richiedere l’accesso, attraverso l’apposita modulistica. In apparenza, dicevamo, perché in realtà non così avviene nei Comuni, ai quali l’Amministrazione regionale, pare volersi uniformare. Gli atti comunali, scaduto il termine di pubblicazione, dovrebbero infatti confluire nel Portale della Trasparenza, presente sul sito Celva”. Ma non sempre avviene. 

Nel Burva, ricordano le associazioni “sono pubblicati soltanto le parti decisionali degli atti, omettendo le parti introduttive, che sovente, per non dire quasi sempre, rivestono l’interesse maggiore per i cittadini. Per esempio, le Deliberazioni sui tagli al trasporto pubblico locale degli anni 2012-2014 risultano incomprensibili se non si può leggere la parte di relazione, ma soltanto le nude cifre. Inoltre i tempi di pubblicazione sono estremamente incerti, e non vi è chiarezza sui criteri che li regolano”.

LegambienteVda, ArciVda, LiberaVda e Vallevirtuosa ricordano come ciò non avvenga nelle altre regioni italiane. 

“Perché soltanto in VDA i cittadini devono essere obbligati ad avvalersi del diritto all’accesso per ottenere documenti normalmente disponibili sul WEB? Ricordiamo che questa procedura richiede tempo, pesando sia sul richiedente sia sull’amministrazione che deve rispondere.  – prosegue la nota – In questo modo si danneggia il lavoro delle categorie professionali, delle associazioni, ma soprattutto, lo ripetiamo, si annullano i diritti alla trasparenza che appartengono a tutti i cittadini”.

Le associazioni chiedono, quindi, alla Regione, accusata di aver interpretato una norma “in modo da comprimere un diritto fondamentale di tutti”, di fare marcia indietro.
“In caso contrario,  – annunciano le associazioni – ci riserviamo ulteriori azioni, anche di natura legale, se necessario”.

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