Sul federalismo fiscale Calderoli stempera i toni e promette: “verrò in Valle anche con Bossi”

Era previsto un confronto telefonico, poi saltato, con il ministro per la semplificazione normativa. Non si placa però la polemica sull’intervista rilasciata a Libero la scorsa settimana. Alpe e IdV buttano benzina sul fuoco.
Il ministro Calderoli
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"Nella trattativa con la Regione Val d'Aosta c'è una convergenza sulle linee, che ora stiamo redigendo da un punto di vista normativo: non appena ultimato anche questo percorso saremo pronti per la sottoscrizione dell'intesa e a quel punto verremo noi in Val d'Aosta e, considerata l'eccezionalità dell'evento, verrà con me anche il ministro Umberto Bossi". La promessa è di Roberto Calderoli con il quale oggi, venerdì 14 maggio, era previsto un confronto telefonico con la stampa locale, anche per chiarire lo stato della trattativa per l'applicazione della riforma nella nostra regione. Nessun confronto, però, perché il ministro per la semplificazione normativa è stato impegnato tutto il giorno in una lunga riunione sul federalismo demaniale. La sua promessa di venire in Valle con Bossi l'ha affidata a un comunicato stampa.

"La trattativa si porta avanti da un punto di vista tecnico e da un punto di vista politico" ha affermato oggi il presidente della Regione, Augusto Rollandin "ma sotto quest'ultimo profilo bisogna capire come le scelte possono avere un impatto sulla realtà". "Noi siamo disponibili a concorrere al fondo di solidarietà – ha aggiunto Rollandin – ma bisogna concordare come".

E sempre oggi, l'assessore alle finanze Claudio Lavoyer ha ricordato che è previsto un tavolo paritetico per l'attuazione del federalismo fiscale: "Con decreto del presidente del Consiglio dei ministri dell'8 agosto 2009 è stata formalizzata l'istituzione del tavolo prevedendo una sezione tecnica di supporto" ma "il tavolo ad oggi non è mai stato convocato".

Le parole incendiarie del ministro Calderoli in un'intervista rilasciata a Libero domenica scorsa, però, hanno lasciato una traccia, anche se i toni dei giorni successivi sono sembrati più pacati. "L'informazione dell'Assessore Lavoyer – ha dichiarato Roberto Louvin dell'Alpe – circa la mancata convocazione del tavolo di confronto bilaterale tra Governo e Regioni Speciali, non fa che confermare che la decisione sui tagli ai trasferimenti regionali sarà presa – se non è già stata presa – su ‘altri tavoli'." "Il Consiglio regionale – ha aggiunto Louvin – sarà come sempre informato ‘a babbo morto', ossia quando i giochi saranno già stati fatti e l'annuncio sarà dato solo dopo le elezioni. Si preparano tempi duri per le finanze regionali, ma per i prossimi otto giorni c'è ancora spazio per miraggi e promesse, fino a elezioni avvenute."

E tocca all'Italia dei Valori buttare benzina sul fuoco e a mettere l'attenzione sui temi caldi della campagna elettorale e in particolare sull'alleanza fra autonomisti, PdL e Lega: "Quale politico lungimirante può ancora sostenere l'opportunità di questa alleanza nel momento in cui il ministro Calderoli esterna pubblicamente il suo credo costante che vorrebbe vedere concretizzato nell'abolizione delle regioni autonome (ma per legge non può) e nel taglio drastico di quelli che lui chiama privilegi?".

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