Tassa di soggiorno, gli albergatori non mollano: “Esenzioni per disabili, minori e gruppi”

Sul tavolo del Cpel è arrivata la proposta di delibera che detta le modalità di applicazione dell’imposta per il 2013. Nel documento però non compare la proposta dell'Adava di lasciare ai Sindaci la facoltà di prevedere delle esenzioni.
Politica

“Chiediamo ancora all’Assessore e al Celva di fare marcia indietro e di dare la possibilità ai sindaci di prevedere delle esenzioni per minori, disabili e gruppi”. Silvana Perucca, Presidente dell’Adava, lancia un appello sulla tassa di soggiorno. Sul tavolo del Consiglio permanente degli enti locali, infatti, è arrivata la proposta di delibera che detta le modalità di applicazione dell’imposta per il 2013 e per gli anni successivi. Nel documento, che dovrà ora essere varato martedì prossimo dai sindaci, per poi essere licenziato dalla Giunta regionale, si parla di “proposta condivisa” ma, chiamando alcuni albergatori e la stessa Presidente Perucca si scopre una realtà diversa.

“Ringraziamo l’Assessore e il Celva – spiega il Presidente dell’Adava – per aver accolto alcune nostre istanze come quella di lasciare praticamente intatte le tariffe e di aver inserito dei meccanismi per rendere l’imposta ancora più equa e uniforme sul territorio ma, leggendo la delibera, scopriamo come la nostra istanza di lasciare ai sindaci la facoltà di decidere quali esenzioni applicare sul territorio non sia stata, almeno per ora, presa in considerazione”.

Come recita, infatti, il documento in attesa di parere da parte dei sindaci, il disciplinare detta “le modalità di attuazione dell’imposta in modo dettagliato e uniforme sul territorio regionale, stabilendo in particolare, in modo vincolante per tutti i Comuni, la misura dell’imposta e le modalità della sua determinazione, la destinazione delle risorse derivanti, le tipologie delle esenzioni, le modalità e i termini delle dichiarazioni e i versamenti, contenendo, pertanto, l’autonomia regolamentare dei Comuni.” Insomma i sindaci avranno ben pochi margini di azione.

Nei tre mesi di giugno, luglio e agosto, primo periodo di sperimentazione della tassa in Valle d’Aosta, la stessa ha portato nelle casse comunali 551 mila euro circa.

“Questa imposta è stata creata – sottolinea Luca Ghiorzi dell’Etoile du Nord – per chiudere i bilanci dei comuni che sono sì costretti ad utilizzare le risorse generate a fini turistici ma, è risaputo, che anche l’acquisto di fiori o il rifacimento di un marciapiedi è turismo. Inoltre la sua applicazione è diventata una questione politica con alcuni sindaci, vicini alla minoranza regionale, che hanno deciso di non adottarla e cosi, ad esempio i grandi gruppi come l’Interski, se devono scegliere dove andare ad alloggiare, non avranno dubbi.”

A chiedere nelle settimane scorse all’Assessore al Turismo di prevedere nel nuovo disciplinare delle esenzioni per gruppi e minori di 18 anni (oggi non pagano l’imposta i minori di 10 anni ma solo se soggiornano gratuitamente) era stato anche don Ivano Reboulaz, Presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del Clero di Aosta, proprietario e gestore di diverse “case per ferie” affidate in autogestione a giovani e famiglie. 

La previsione di alcune esenzioni, secondo il Presidente dell’Adava, Perucca: “Va nell’interesse dei comuni stessi che hanno investito su strutture, servizi o ancora iniziative dedicate alle famiglie o ai disabili”.
 

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