Fragilità e solitudine, ad Aosta l’assistenza arriva a domicilio

Sono partiti i progetti sperimentali Ambulatorio diffuso della fragilità e la mappatura delle persone sole sul territorio di Aosta. Il Pua - punto unico di accesso - arriva anche nelle biblioteche di quartiere.
La biblioteca comunale del quartiere Dora ad Aosta
Sanità

Consentire alle persone anziane di restare a casa, il più a lungo possibile, senza essere sole. Con questo obiettivo nasce il progetto sperimentale Ambulatorio diffuso della fragilità, che vede insieme Regione e Usl con l’obiettivo di investire sulla prevenzione e sull’assistenza di prossimità.

L’Ambulatorio punta a coordinare e mettere in relazione diversi servizi: i PUA, Punti unici di accesso, i medici di medicina generale, i servizi sociali e sanitari territoriali e le équipe multiprofessionali.

Infermieri, medici di famiglia, assistenti sociali e altri professionisti raggiungono le persone direttamente a domicilio, intercettando bisogni e necessità che, diversamente, potrebbero richiedere una presa in carico ospedaliera o in altre strutture. L’obiettivo è permettere alle persone fragili di rimanere il più possibile a casa, nei propri contesti di vita, riducendo anche il ricorso non necessario al Pronto soccorso e alle strutture residenziali.

Una mappatura delle persone sole a partire da Tzamberlet

Prova a fare un ulteriore passo avanti rispetto all’ambulatorio diffuso della fragilità, un altro progetto sperimentale avviato nel quartiere di Tzamberlet. Si tratta della mappatura delle persone sole sul territorio di Aosta, attraverso una nuova collaborazione tra il PUA, il Servizio di Prossimità e il Servizio sociale dell’Area Anziani del Comune.

La sperimentazione, resa possibile grazie al neonato Comitato di quartiere, ha l’obiettivo di raggiungere adulti e anziani che vivono in condizioni di solitudine o dispongono di una rete sociale ridotta.

Gli operatori effettueranno passaggi a domicilio per informare le persone sulle opportunità di supporto, socializzazione e partecipazione disponibili sul territorio, valorizzando anche le risorse già presenti nei quartieri.

Il PUA arriva nelle biblioteche

Nella stessa direzione va lo Sportello PUA Diffuso, pensato per ascoltare, orientare e fornire consulenza sui servizi, accompagnando anche le persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità nelle procedure per la presentazione delle domande e della documentazione necessaria per accedervi.

Nelle biblioteche del Quartiere Dora e di Viale Europa è presente un’operatrice del PUA, affiancata da un operatore del Servizio di Prossimità del Comune di Aosta.

La sperimentazione è iniziata nel giugno 2026 e prevede l’apertura dello sportello a settimane alterne nelle due biblioteche, il martedì dalle 14.30 alle 16.30. Durante il mese di agosto sarà attivo soltanto lo sportello della biblioteca comunale del Quartiere Dora, mentre da settembre riprenderà l’apertura alternata nelle due sedi.

Il progetto si avvale della rete di partenariato del Terzo settore composta dalla Cooperativa sociale L’Esprit à l’Envers, ente capofila, e dalle cooperative sociali Noi e Gli Altri, La Libellula, EnAIP, La Sorgente e dalla Fondazione Opere Caritas della Valle d’Aosta.

«Come Amministrazione comunale siamo molto soddisfatti di questo progetto, perché rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra servizi regionali e comunali – evidenzia l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Aosta, Marco Gheller –. Mettere in rete competenze e punti di accesso significa offrire ai cittadini risposte più vicine, semplici ed efficaci. Il Punto Unico di Accesso è un servizio che in questi anni ha dimostrato grande efficienza ed efficacia nell’orientare e accompagnare le persone verso le risposte più adeguate ai loro bisogni».

«Entrambi i progetti si sviluppano in un contesto demografico che rende questa scelta strategica quanto mai attuale e la Valle d’Aosta anticipa nel concreto l’orientamento nazionale che invita le Regioni a ripensare i modelli di assistenza sociosanitaria – sottolinea l’assessore regionale Carlo Marzi –. La crescente complessità dei bisogni richiede infatti risposte nuove, integrate e vicine alle persone, anche in un’ottica di prevenzione che non considera soltanto i bisogni clinici, ma anche quelli sociali legati all’invecchiamento e alla solitudine».

Marzi guarda inoltre con favore alla nascita di associazioni e comitati che operano nei territori per migliorare la qualità della vita di paesi, quartieri, vie e frazioni: «Questa sensibilità emergente offre la propria collaborazione nella consapevolezza condivisa che solo facendo rete si costruiscono ponti duraturi e affidabili con l’obiettivo di favorire il benessere della comunità».

Gli animatori del PUA e gli operatori del Servizio di Prossimità sono contattabili ai numeri: Ettore 329 7521585, Giulia 328 6933641, Servizio di Prossimità 346 6933336.

 

Una risposta

  1. Lodevole iniziativa!!
    E ci si augura, più iniziative aperte e finalmente alla luce del sole anche per il disagio psichico che ormai è una malattia mentale diffusa. La nostra valle ha da sempre il primato per il tasso di suicidi e ancora se ne parla troppo poco. Questa società fintamente “social”, purtroppo, rende le persone ancora più sole ed emarginate!

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