Sono 1.090 i pazienti presi in carico nei primi sei mesi del 2026 dalla Centrale operativa territoriale dell’Azienda Usl Valle d’Aosta, il servizio che coordina i passaggi tra ospedale, domicilio e strutture sociosanitarie. Nello stesso periodo le richieste gestite sono state 1.381, con un aumento del 10,2 per cento rispetto al primo semestre del 2025.
Tra gennaio e giugno 2025 le richieste erano state 1.253, mentre i pazienti presi in cura 984. Nei primi sei mesi di quest’anno questi ultimi sono saliti del 10,8 per cento.

Il dato principale riguarda i percorsi verso casa: 830 richieste, pari al 58,4 per cento del totale, sono state orientate al domicilio. Altre 427 hanno riguardato strutture territoriali, tra riabilitazione, residenzialità e R2 di Variney e Perloz. Sono invece 96 i pazienti indirizzati verso l’Ospedale di comunità, operativo da marzo 2026, mentre 25 percorsi sono stati attivati fuori Valle.
“Il pendolarismo è il problema numero uno delle persone che fruiscono del sistema salute”, spiega il direttore sanitario dell’Azienda Usl Mauro Occhi, riferendosi ai passaggi tra prescrizioni, servizi, uffici, ospedale e ambulatori. “La Cot è la centralina infermieristica di snodo che facilita e rende meno faticoso il passaggio dall’ospedale a casa e viceversa”.
La Centrale operativa territoriale non è un servizio attivabile direttamente dai cittadini, ma opera come raccordo tra i professionisti della rete sanitaria e sociosanitaria. L’obiettivo è evitare che siano i pazienti e le loro famiglie a dover individuare autonomamente servizi e soluzioni dopo una dimissione o durante un cambio di percorso assistenziale.
Una squadra infermieristica per coordinare i percorsi
L’attività è affidata a una squadra coordinata da Paola Ascolese. Il gruppo comprende quattro infermiere dedicate alla Centrale operativa territoriale, due al telemonitoraggio, un infermiere care manager al Pronto soccorso dell’ospedale “Parini”, due amministrative e un assistente sociale.
Il lavoro consiste nel ricevere le segnalazioni, valutare i bisogni, mettere in contatto i diversi professionisti, individuare il percorso assistenziale più adatto e verificare che il passaggio tra i servizi si completi.

“Quasi sei pazienti su dieci possono proseguire il loro percorso di cura a domicilio”, sottolinea l’assessore alla Sanità Carlo Marzi. Secondo l’assessore, l’aumento delle prese in carico e dei rientri a casa conferma il ruolo della Centrale operativa territoriale nel raccordo tra i diversi servizi della rete.
Tra gli sviluppi previsti ci sono nuovi percorsi di coordinamento con Hospice e Centro disturbi cognitivi e demenze, oltre all’ampliamento della teleassistenza e del telemonitoraggio e alla progressiva integrazione con il servizio Uvmd, Unità di valutazione multidimensionale distrettuale.
Le segnalazioni dai reparti e dal territorio
Nel primo semestre l’attività si è mantenuta elevata e sostanzialmente costante. La Riabilitazione Isav di Saint-Pierre ha generato 275 richieste, seguita da Geriatria con 167, Medicina interna con 120, Day hospital oncologia con 103, Oncologia ed ematologia con 97 e Ortopedia e traumatologia con 89.
Altre 65 richieste sono arrivate direttamente dal domicilio o dal territorio attraverso medici di medicina generale e pediatri di libera scelta.

“La Cot valorizza in modo molto evidente l’evoluzione delle competenze infermieristiche e sociali”, osserva Laura Plati, direttrice della Struttura complessa Direzione professioni sanitarie. “La squadra non si limita a organizzare una prestazione, ma legge il bisogno della persona, mette in connessione professionisti e servizi e accompagna il paziente lungo il percorso”.
Telemonitoraggio e presa in carico a domicilio
Accanto alla gestione dei passaggi assistenziali sta crescendo anche l’attività di telemonitoraggio e care management.
Il percorso dedicato alle pazienti con carcinoma della mammella in terapia ormonale conta 104 persone arruolate dall’Oncologia. Dal 29 aprile 2026 è attivo anche il percorso per la Broncopneumopatia cronica ostruttiva, con 10 pazienti, mentre dal 25 giugno è partito il follow-up dei pazienti fragili, con i primi due casi.
È inoltre previsto il telemonitoraggio per lo scompenso cardiaco: sono 58 i pazienti già individuati, 50 dai medici di medicina generale e otto dal cardiologo.

La Centrale supervisiona anche il servizio di prelievi per pazienti oncologici fragili, organizzato con il Day hospital oncologico, che permette di effettuare gli esami a domicilio o in strutture territoriali vicine alla residenza.
Attiva dalla metà del 2024 nell’ambito della riorganizzazione prevista dal decreto ministeriale 77 e finanziata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, la Centrale operativa territoriale punta ora ad ampliare ulteriormente la propria funzione di raccordo, con l’obiettivo di garantire continuità tra ospedale, territorio e domicilio.
