Nel 2026 sono aumentati gli accessi al SerD. In grande crescita i tabagisti

Crescono la domanda e la presa in cura: 1.384 persone entrate in contatto con il SerD nel primo semestre 2026. In quattro anni si è registrato un aumento del 51,4 per cento. Il servizio investe anche sul web lanciando un nuovo portale e sbarcando sui social.
Videogame therapy al SerD
Sanità

In sanità, i numeri non sono mai neutri. E raccontano sempre qualcosa oltre le cifre. È quello che accade per il SerD – il Servizio per le dipendenze patologiche – che, nel primo semestre del 2026 vede numeri in crescita rispetto ai primi sei mesi dell’anno dal 2022 ad oggi. In crescita notevole, peraltro.

Il che non significa automaticamente “più problemi”, ma anche una maggiore capacità di intercettare e possibilmente prevenirele dipendenze.

Le attività assistenziali

Nuovi utenti SerD

Nel primo semestre 2026, i soggetti contattati dal servizio sono stati 1.384. Cifra maggiore rispetto alla base dei primi semestri degli anni recenti, comunque in crescita progressiva: 914 nel 2022, 982 nel 2023, 988 nel 2024 e 1.189 nel 2025.

Tra questi, spiccano le nuove utenze, che da gennaio a giugno 2026 sono state 212. Erano 86 del 2022, 138 nel 2023, 136 l’anno dopo e 190 nel 2025.

Complessivamente, i soggetti presi in carico nei primi sei mesi di quest’anno sono stati 1.172. di questi, 368 per tossicodipendenza, 259 per alcoldipendenza e 34 per gioco d’azzardo patologico. Notevole l’aumento delle prese in carico per tabagismo. Sono stati 133 nel 2026. Per gli anni scorsi si parla di 33 persone nel 2022, 36 nel 2023, 31 nel 2024 e 70 nel 2025. Quindi, oltre il 300 per cento in più.

“Se aumentano le prese in carico per tossicodipendenza, quelle per tabagismo crescono molto – spiega il direttore del servizio Gerardo Di Carlo –. Così come sono aumentati enormemente i pazienti seguiti in carcere (che passano dai 51 del primo semestre 2022 ai 137 attuali, ndr.), segnale anche di un mutamento dell’utenza del SerD e di avvicinamento di chi si rivolgeva poco al servizio”.

Ma c’è anche un’altra questione: “Al SerD prendiamo in carico, fornendo supporto, anche chi non ha dipendenze patologiche come i familiari degli utenti e gli educatori. E anche qui è stato registrato un aumento”.

I nuovi utenti

Fasce di utenti SerD

Sui nuovi utenti che si rivolgono al SerD, Di Carlo spiega: “Alcolismo, tossicodipendenza e tabagismo sono le prime cause di accesso al servizio. Ed il tabagismo rappresenta un’inversione di tendenza di cui siamo molto fieri. Gli accessi per l’alcolismo sono passati da 10 a 26, ma da 5 a 60 i tabagisti, Un incremento enorme all’interno di un aumento generale, se teniamo conto dei primi semestri di ogni anno”.

Anche tenendo conto delle categorie i conti tornano. Infatti, nel 2026 il tabagismo è diventata la prima causa di nuova presa in carico, con 60 soggetti. Segue la tossicodipendenza (40), l’alcolismo (26), l’illecito amministrativo, quindi la segnalazione e l’invito ai servizi pubblici (21).

“Anche qui si vede un’inversione di tendenza, dal momento che i primi sono i tabagisti – aggiunge il dirigente medico –. Ovviamente, l’aumento dell’utenza non è rincorsa fine a se stessa. Non cerchiamo di fare numeri, sono ‘figli’ di un aumento della fiducia nei nostri confronti, delle possibilità di accesso e della volontà di rimanere in carico, che fa parte della libera scelta di ognuno. E questo è una lettura: non ‘abbiamo più pazienti’ ma ‘diamo risposte a più pazienti’”.

Gli utenti per sesso

Negli anni, il rapporto tra i sessi è stato di circa 2,6 utenti uomini per ogni donna presa in carico dal SerD. Dal 2022 in avanti si è visto, anche qui, un aumento progressivo dell’accesso femminile, passato da 221 alle 357 attuali (+61,5 per cento). Gli utenti maschi, oggi, sono invece 916. Nel primo semestre di quattro anni fa erano 624.

La questione dell’età

Età utenti SerD

Il dottor Di Carlo la dice dritta per dritta: “C’è stato un aumento progressivo in tutte le fasce di età tranne in tre – spiega –: la fascia 20-24 anni è diminuita dallo scorso anno ma non di molto (da 83 a 81, ndr.), e quella dai 16 ai 19 anni (dai 57 del 2025 ai 44 attuali). Nonostante molti progetti di prevenzione sono mirati su quella fascia, è quella è più difficile da intercettare anche perché non è semplice, a quell’età, concepire di avere un problema. E poi è necessaria collaborazione di genitori ed educatori”.

Le sostanze d’abuso

Dettaglio sostanze SerD

I dati di dettaglio degli utenti suddivisi per sostanza d’abuso in carico al SerD nei primi mesi del 2026 vedono in cima l’eroina con 218 persone. I nuovi utenti sono otto uomini e una donna, mentre quelli già in carico sono 164 uomini e 45 donne.

A seguire, 167 utenti sono presi in carico dal servizio per l’uso di cannabis (23 nuovi utenti maschi, due femmine, 132 già in carico maschi e 10 femmine), mentre sono 103 quelli per la cocaina (11 nuovi utenti uomini e una donna, 75 maschi già in carico e 16 femmine). 57, invece, i dati riguardanti il crack (10 nuovi utenti uomini e tre donne, 35 maschi già in carico e nove femmine).

Se altre sostanze – stimolanti, buprenorfina, Contramal, morfina non prescritta, altri oppioidi, Fentanyl non prescritto, metadone, altri allucinogeni, lsd, anfetamine, ecstasy e derivati, inalanti volanti e cannabis light – hanno numeri molto bassi, spicca il dato delle benzodiazepine. Ad oggi, sono 21 gli utenti in carico al SerD (due nuovi pazienti uomini e nessuna donna, mentre quelli già in carico sono 10 maschi e nove femmine).

Ridurre le distanze: un nuovo sito web ed il SerD sui social

Nel frattempo, oltre alle diverse campagne di sensibilizzazione, il SerD ha fatto un passo avanti anche dal punto di vista tecnologico. È stato infatti presentato oggi il nuovo portale web del Servizio per le dipendenze patologiche, uno spazio attraverso il quale – spiega una nota Usl – “raggiungere un numero sempre maggiore di persone, raccontare la molteplicità delle attività svolte, far conoscere le équipe e le possibilità di trattamento e, soprattutto, ridurre la distanza tra il SerD e chi potrebbe avere bisogno di aiuto”.

Il nuovo sito è stato progettato per essere accessibile, visivamente attrattivo, semplice da utilizzare e chiaro nei contenuti. Al suo interno, trovano spazio le diverse forme di dipendenza, le équipe di trattamento, i percorsi assistenziali, i trattamenti innovativi e le attività di prevenzione.

Il progetto comprende anche l’avvio e la gestione di nuovi canali social dedicati, a partire da Instagram e TikTok (che arriverà a breve), “con l’obiettivo di utilizzare linguaggi e strumenti differenti per raggiungere pubblici diversi e, in particolare, le fasce più giovani della popolazione”.

Anche sulla dipendenza da social c’è qualcosa da dire: “Non abbiamo numeri altissimi perché c’è ancora una scarsa consapevolezza e, in genere, gli accessi arrivano da segnalazioni – dice Di Carlo –. Ne abbiamo in carico ma non tanti, meno di una decina. È ambito su cui lavorare. Poi, magari un utente contatta il SerD per la dipendenza da cannabis e scopriamo che lo è anche dai social. Ma per diagnosi esclusiva sono pochissimi. Anche se i problemi di gestione dei social non riguardano solo i giovani, anzi”.

Un nuovo approccio 

La conferenza stampa del SerD. Da sx: Beoni, Di Carlo, Occhi e Giovinazzo
La conferenza stampa del SerD. Da sx: Beoni, Di Carlo, Occhi e Giovinazzo

I tempi sono cambiati. Nel mondo della salute anche più in fretta. Per quello il SerD punta anche all’approccio tecnologico, ma non solo. “Vent’anni fa conoscevamo tutti l’utente eroinomane, oggi un cocainomane è più difficile da intercettare – spiega Anna Maria Beoni, direttrice del dipartimento di Salute mentale –. E riuscire ad agganciarli è importante. Ma la società è cambiata. Anche nella psichiatria anche c’era uno stigma e ci andavano solo pazienti gravi. Non è ciò che vediamo oggi che trattiamo minori, anche con abuso di sostanze. Per questo, il servizio di psichiatria e di psicologia devono integrarsi sempre più anche con il SerD. Il lavoro di rete è fondamentale e dobbiamo andare incontro ai ragazzi, anche con i loro strumenti ed il loro linguaggio”.

Parole cui fanno eco quelle di Elisa Giovinazzo, coordinatrice infermieristica del SerD: “Quando si parla di dipendenze c’è uno stigma ancora molto forte – ha detto –. Oggi, le dipendenze sono realtà più ampie e trasversali. Non parliamo solo di alcool e droghe, ma anche di gioco d’azzardo, videogiochi e dipendenze comportamentali. Per questo abbiamo creato un sito chiaro, semplice e non giudicante che permette di avere informazioni corrette per capire come e dove chiedere aiuto”.

“In passato, la tossicodipendenza veniva identificata con una fascia di bisogno giovanile, di basso livello educativo e reddituale. Una popolazione un po’ confinata. Ma oggi non è più così – dice invece il direttore sanitario Usl mauro Occhi –. Ora, in questo universo di fragilità ci sono giovani e vecchi, poveri e ricchi, donne uomini e anche i nostri figli. Persone che non vogliamo siano esposte a queste sollecitazioni. Il tema oggi è un campo da gestire anche con la scuola, i professionisti, il Terzo settore, il volontariato, uscendo da un sistema di salute paternalistico da camice bianco”.

In chiaro: “Oggi anticipare i problemi significa evitare ospedalizzazioni e accessi al Pronto soccorso – chiude Occhi –. L’impronta preventiva della presa in carica evita lo stereotipo dell’ospedale che risolve. Noi non vogliamo aumentare i numeri. Serve un sistema sanitario che sia preventivo e non rincorra per risolvere”.

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