Pressione arteriosa e salute in montagna, controlli gratuiti alla Tchavana in Val d’Ayas

Sabato 22 agosto alla Malga La Tchavana, in Val d’Ayas, alpinisti ed escursionisti potranno misurare la pressione arteriosa nell’ambito di una campagna nazionale di prevenzione e ricerca.
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Sanità

Sabato 22 agosto alla Malga La Tchavana (Ayas), in Val d’Ayas, alpinisti ed escursionisti potranno misurare la pressione arteriosa e contribuire in forma anonima a una raccolta di dati destinata alla ricerca. 

L’appuntamento, in programma all’Alpe Metzan a 2 mila metri di quota, rientra nella campagna nazionale “La Pressione Arteriosa in Montagna”, dedicata agli effetti dell’altitudine sull’apparato cardiovascolare.

L’iniziativa è promossa dalla Società italiana dell’ipertensione arteriosa e dalla Società italiana di medicina di montagna, con il supporto organizzativo dell’Istituto Auxologico italiano Irccs di Milano e dell’Università Milano-Bicocca. 

Tra gli enti che patrocinano l’appuntamento figurano Fondazione montagna sicura, Azienda Usl della Valle d’Aosta, Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche, Eurac Bolzano e World Hypertension League.

Alla giornata parteciperà Guido Giardini, direttore della struttura complessa Neurologia e del Dipartimento delle Medicine dell’Azienda Usl, oltre che responsabile dell’Ambulatorio di medicina di montagna dell’Ospedale regionale “Umberto Parini” di Aosta. 

Sarà presente anche Gianfranco Parati, docente di Cardiologia all’Università Milano-Bicocca, direttore scientifico dell’Istituto Auxologico italiano e presidente della World Hypertension League, che coordina l’evento.

Durante l’appuntamento sarà possibile sottoporsi alla misurazione della pressione arteriosa. I valori raccolti potranno inoltre essere utilizzati, in forma anonima, per finalità scientifiche e di ricerca. L’obiettivo della campagna è aumentare la consapevolezza sui possibili effetti dell’altitudine e promuovere una frequentazione della montagna attenta anche alle proprie condizioni di salute.

Secondo quanto riportato dall’Azienda Usl, l’ipertensione arteriosa interessa circa il 40 per cento della popolazione adulta occidentale ed è spesso asintomatica. In quota la riduzione della pressione atmosferica determina una minore disponibilità di ossigeno, una condizione che può avere effetti anche sui valori pressori.

“Studi dell’Istituto Auxologico italiano e dell’Università Milano-Bicocca hanno chiaramente dimostrato come la pressione arteriosa salga in modo significativo durante l’esposizione acuta ad alta quota, sopra i 2,500 metri, iniziando a modificarsi anche in caso di salita ad altitudini moderate, attorno ai 1,800-2,000 metri”, spiega Parati. Il fenomeno, aggiunge, diventa progressivamente più evidente con l’avanzare dell’età e può assumere particolare rilevanza nelle persone già affette da ipertensione.

“La montagna offre straordinarie opportunità per il benessere e la salute, ma deve essere vissuta con consapevolezza, soprattutto quando si sale di quota”, sottolinea Giardini. “Misurare la pressione è un gesto semplice, ma può fornire informazioni molto importanti, soprattutto perché l’ipertensione può essere presente senza dare sintomi”.

Per chi soffre di ipertensione, in particolare se non adeguatamente controllata, o di patologie cardiovascolari, l’indicazione è di valutare preventivamente con il proprio medico le proprie condizioni di salute, affrontare l’ascesa gradualmente e tenere sotto controllo i valori pressori.

La campagna “La Pressione Arteriosa in Montagna” è nata dieci anni fa e coinvolge durante l’estate numerosi rifugi dell’arco alpino e dell’Appennino, con la partecipazione volontaria di medici e operatori sanitari. L’obiettivo è portare prevenzione e informazione direttamente sui sentieri e, allo stesso tempo, raccogliere dati utili a studiare la risposta dell’organismo all’altitudine.

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