Nessun aumento dei ticket sanitari in Valle d’Aosta. A spiegarlo in una nota sono Regione e Usl, in riferimento agli aumenti previsti a livello statale.
“La Regione autonoma Valle d’Aosta ha confermato il proprio tariffario e non ha applicato aumenti dei ticket a carico dei cittadini per le prestazioni di specialistica ambulatoriale e diagnostica” spiega una nota.
L’unico adeguamento effettuato riguarda l’assistenza protesica, in applicazione delle disposizioni nazionali e delle conseguenti deliberazioni regionali.
Sul fronte dei tempi di attesa, azienda e regione fanno il punto, evidenziando come il problema vada letto guardando anche all’aumento della domanda gestita dal sistema sanitario regionale. Secondo i dati ufficiali della Piattaforma Nazionale Liste di Attesa di Agenas, tra gennaio e agosto 2026 sono state prenotate 29.172 prime visite specialistiche, contro le 27.774 dello stesso periodo del 2025.
Ad agosto le prime visite prenotate sono state 3.241, rispetto alle 3.074 di agosto 2025. Per gli esami diagnostici, nei primi otto mesi dell’anno sono state gestite complessivamente 22.267 prenotazioni; nel solo mese di agosto sono state 2.219, contro le 2.035 dell’agosto precedente.
Nei primi otto mesi del 2026 il sistema sanitario valdostano ha gestito, quindi, oltre 51 mila prenotazioni tra prime visite ed esami diagnostici.
Nonostante l’incremento dei volumi, i dati Agenas confermano e consolidano il miglioramento dei tempi di attesa.
Per le prime visite specialistiche, il rispetto dei tempi della classe U – Urgente, entro 3 giorni passa dal 51,6% del 2025 al 70,2% del 2026, con un incremento di 18,6 punti percentuali. Per la classe B – Breve, entro 10 giorni, si passa invece dal 58,8% al 71,1%, con un miglioramento di 12,3 punti percentuali.
Sugli esami diagnostici: la classe U cresce dal 67% all’86,9%, pari a +19,9 punti percentuali, mentre la classe B passa dal 76% all’88,8%, con un incremento di 12,8 punti.
Segnali di miglioramento arrivano anche dalla classe D – Differita degli esami diagnostici: il dato gennaio-agosto 2026 registra un’inversione di tendenza rispetto al 2025, passando dal 63,9% al 66,1% di prestazioni garantite entro i tempi previsti.
Da marzo-aprile 2026 il rispetto complessivo dei tempi risulta migliore rispetto agli stessi mesi del 2025 sia per le prime visite specialistiche sia per gli esami diagnostici.
Le difficoltà però non mancano, in particolare su alcune prestazioni differite e programmate. Su questi segmenti l’Usl sta proseguendo l’analisi e mettendo in campo interventi organizzativi mirati.
.”Nessuno sostiene che il problema delle liste d’attesa sia risolto – sottolinea l’Assessore alla Sanità Carlo Marzi – ma è altrettanto importante leggere con attenzione ciò che i dati stanno mostrando. Dopo il miglioramento delle classi urgenti e brevi, che osserviamo ormai da diversi mesi, iniziano a emergere segnali positivi anche su altri segmenti e sull’andamento complessivo del sistema. L’obiettivo è consolidarli. La responsabilità delle istituzioni è governare un fenomeno complesso, misurare con trasparenza i risultati, intervenire sulle criticità e correggere ciò che ancora non funziona, mantenendo aperto il confronto con tutte le parti coinvolte”.
Per il direttore sanitario dell’Usl, Mauro Occhi: “I numeri ci restituiscono oggi un quadro che sta evolvendo. Da una parte il sistema sta gestendo un volume importante e crescente di richieste, dall’altra il miglioramento che avevamo iniziato a registrare sulle classi urgenti e brevi si sta consolidando. Il sistema tiene. Nonostante la crisi delle professioni sanitarie continuiamo a mantenere l’impegno a soddisfare le richieste sulla base del solo criterio della priorità”.
Sul governo delle liste d’attesa l’Usl ha ripristinato l’Osservatorio Regionale, aperto alle organizzazioni sindacali, alle associazioni dei consumatori, alla Direzione strategica e ai servizi dell’Azienda USL direttamente interessati. Parallelamente stanno lavorando i gruppi tecnici ristretti che contribuiranno alla predisposizione del nuovo Piano regionale entro dicembre.

Una risposta
Ora prendono appuntamenti per le risonanze alle ginocchia? Lo scorso anno no.