A Saint-Christophe firmata una nuova ordinanza di bollitura dell’acqua

Le località interessate sono località: Château-d’Entrèves, Frissonière, Gallesio, La Grangère, Grin, Lemériaz, Le Lou, Maillod (civico da 5 a 8 compresi), Pallein, La Péraz, Pin, Les Rouiyes, Senin e Le Thuvex. 
Foto Saint Christophe
Società

Una nuova ordinanza di bollitura dell’acqua per uso alimentare è stata firmata oggi, mercoledì 2 settembre, dal sindaco di Saint-Christophe Paolo Cheney.

Le località interessate sono località: Château-d’Entrèves, Frissonière, Gallesio, La Grangère, Grin, Lemériaz, Le Lou, Maillod (civico da 5 a 8 compresi), Pallein, La Péraz, Pin, Les Rouiyes, Senin e Le Thuvex. 

L’obbligo resterà in vigore in attesa delle ulteriori verifiche e delle misure correttive necessarie per ripristinare la qualità delle acque da parte del gestore idro-potabile.

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A Saint-Christophe l’acqua torna potabile in alcune frazioni

31 agosto 2026

Torna potabile l’acqua in una parte di Saint-Christophe. Il sindaco Paolo Cheney ha firmato oggi, lunedì 31 agosto, l’ordinanza di revoca dell’obbligo di bollitura dell’acqua per le località Sorreley, Veynes, Maillod, Champapon, Cort, Gevé, Chandone, Bagnères, Gallesio, Lemèriaz e Nicolin. Le ultime analisi effettuate da Sev sul fontanile di Veynes e Sorreley hanno infatti dato esito positivo al consumo umano.

Resta invece l’obbligo di bollitura, emanato venerdì scorso, su altre località di Saint-Christophe, ovvero Les Angelin, Bret, Chabloz, Chaussod, La Cure, Le Clappey, Cognon, Les Condemines, Les Iles, Coutateppaz, La Crètaz, La Croix-Noire, Les Étangs, Fontanalles, Gérandin, Le Grand-Chemin, La Grande-Charrière, La Maladière, Meysattaz e Le Prévot.

Scatta l’obbligo di bollitura dell’acqua in altre 21 località di Saint-Christophe

28 agosto di Elena Del Col

Si allarga sempre di più l’area del Comune di Saint-Christophe interessata dall’obbligo precauzionale di bollitura dell’acqua.

Dopo il precedente provvedimento adottato nel Comune e mentre una misura analoga è scattata anche in diverse zone di Aosta, il sindaco Paolo Cheney ha firmato oggi, venerdì 28 agosto 2026, una nuova ordinanza che riguarda altre 21 località del territorio comunale.

L’ordinanza è stata adottata dopo una comunicazione dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta relativa alle analisi delle acque destinate al consumo umano e, in particolare, al prelievo effettuato al fontanile di Meysattaz.

Il provvedimento riguarda gli utenti dell’acquedotto nelle località Les Angelin, Bret, Chabloz, Chaussod, La Cure, Le Clappey, Cognon, Les Condemines, Les Iles, Coutateppaz, La Crètaz, La Croix-Noire, Les Étangs, Fontanalles, Gérandin, Le Grand-Chemin, La Grande-Charrière, La Maladière, Meysattaz, Nicolin e Le Prévot.

In queste zone l’acqua destinata a uso alimentare dovrà essere bollita prima del consumo umano, a scopo precauzionale.

Il Comune ha inoltre ordinato a Services des Eaux Valdôtaines di effettuare le verifiche e adottare le misure correttive necessarie per ripristinare la qualità dell’acqua destinata al consumo umano, anche attraverso clorazione, pulizia e disinfezione dei serbatoi.

Il nuovo provvedimento arriva in una fase in cui il problema della qualità dell’acqua sta interessando anche il capoluogo regionale. A Saint-Christophe l’obbligo si aggiunge invece a quello già introdotto nei giorni scorsi in altre località del territorio comunale.

Acqua potabile, scatta l’obbligo di bollitura in diverse località di Saint-Christophe

21 agosto 2026

A seguito delle analisi effettuate sulle acque destinate al consumo umano, con particolare riferimento ai prelievi effettuati presso i fontanili di Sorreley e Veynes, il sindaco di Saint-Christophe Paolo Cheney ha emesso un’ordinanza con la quale dispone, in via cautelativa, la bollitura dell’acqua prima dell’utilizzo per scopi alimentari.

Il provvedimento, adottato oggi, venerdì 21 agosto 2026, fa seguito alle interlocuzioni con la società Services des Eaux Valdôtaines Srl, gestore del servizio idrico.

L’obbligo riguarda gli utenti dell’acquedotto nelle località di Sorreley, Veynes, Maillod, Champapon, Cort, Gevé, Chandone, Bagnères, Gallesio, Lemèriaz e Nicolin.

 

8 risposte

  1. Complimenti vivissimi al sindaco Cheney, perfettamente allineato al sindaco di aosta Rocco.
    Ai cittadini viene ORDINATO di bollire l’acqua ma non viene spiegato perché.
    Bravi! Voi si che sapete fare il vostro lavoro!

    1. Ma che commento è??? Se si fosse preso il tempo di leggere l’ordinanza avrebbe evitato di scrivere e confondere le persone. Il sindaco in qualità di autorità sanitaria riceve le analisi di non conformità e non può che emettere un’ ordinanza a tutela della salute di tutti i suoi cittadini per informarli del pericolo consigliando la soluzione più pratica ed immediata, perchè bollendo l’acqua si eliminano subito i rischi per un eventuale consumo. Con valori non conformi non rimane altro che mettere in atto le procedure di pulizia e sanificazione delle vasche ( anche questo viene chiaramente scritto nell’ordinanza) e successivamente rifare le analisi ed aspettare che i valori rientrino. Tutto questo non può essere fatto in 2 ore ma ci vogliono diversi giorni….sicuramente è un disagio importante ma il Sindaco fa quello che per suo incarico DEVE fare, e purtroppo non è ancora dotato di bacchetta magica.

      1. Il sindaco, caro Gabriel, ha modo di leggere i risultati delle analisi e capire quali sono quelle sostanze che rendono l’aqua non fruibile.
        Io vorrei semplicemente capire quali sono questi elementi.
        È chiedere troppo?

  2. … o sarà forse perché anche in Valle la carenza idrica si sta facendo sentire …? e quindi non c’è sufficiente diluizione né ricambio…? chiedo..

  3. Chi è che sversa a monte? Liquami dalle stalle o dagli alpeggi? Fognature che semplicemente perdono? Overtourism che determina un eccesso fognario nelle località turistiche montane?
    Qualcuno di SEV sarebbe così gentile da dare qualche indicazione?

    1. E faticoso dare spiegazioni il carrozzone in comune non vuole fare queste fatiche…da ripulire loro prima dell acqua

  4. Sono sempre più numerose le interruzioni del servizio di acqua potabile.
    Nessuno di questi eventi viene giustificato con una spiegazione razionale.
    Viene da pensare che gli utenti non abbiano le competenze necessarie per capire l’esatto problema e vengono quindi liquidati con un generico “obbligo di bollitura”.
    La supponenza ci seppellirà.

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