Cambio a Ivrea o Chivasso per i treni valdostani? A giorni la decisione di RFI e Trenitalia

Si conosceranno nei prossimi giorni i risultati dei test sull'inquinamento a Porta Susa e quindi la sorte dei notri locomotori diesel. Nel frattempo nel luglio scorso RFI ha presentato al VIA un progetto di elettrificazione della tratta Aosta-Ivrea.
Il Minuetto in sosta alla stazione di Aosta
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E’ questione di giorni e si conoscerà la sorte dei locomotori diesel, sul banco degli imputati per l’inquinamento della stazione sotterranea di Porta Susa. Secondo quanto fa sapere RFI, l’Arpa Piemonte e il Cto di Torino dovrebbero, tra breve, diffondere i dati sui test fatti nella stazione torinese nel settembre scorso.

Solo allora si saprà se l’accesso a Porta Susa sarà vietato ai nostri treni: i Minuetto e i più vecchi D445. Al momento RFI e Trenitalia stanno studiando diverse ipotesi. Lo scenario peggiore coincide con il divieto per i locomotori diesel di attraversare la stazione torinese. Per i pendolari valdostani si prospetterebbe quindi un cambio a Ivrea o a Chivasso, su un treno a trazione elettrica. Un secondo scenario vedrebbe invece Porta Susa aperta ai soli locomotori diesel di ultima generazione.

L’Arpa Piemonte all’inizio dell’estate aveva effettuato nella stazione ferroviaria del capoluogo piemontese alcuni controlli, rilevando come l’inquinamento all’interno di Porta Susa fosse quattro volte superiore a quello da traffico rilevato in superficie, con un’alta concentrazione di Pm10 e Ipa.
Sul caso sta indagando anche il procuratore Raffaele Guariniello che, come riporta il quotidiano “La Stampa” di Torino, ha contestato ad un manager torinese di RFI e a due responsabili dell’impresa di pulizie che impiega il personale nei locali della stazione, il reato di omissione dolosa di norme per la sicurezza.

Il problema dell’inquinamento a Porta Susa era cosa nota da tempo. “Già un anno e mezzo fa – spiega Francesca Melagrana del Comitato pendolari Aosta-Torino – in un incontro con l’Assessore ai Trasporti, Aurelio Marguerettaz, avevamo posto il problema del rischio inquinamento a Porta Susa, chiedendogli di attivarsi immediatamente. Nulla è stato fatto e oggi siamo costretti a leggere sui giornali questa vicenda che rischia di abbattersi su noi pendolari.”

Una soluzione ai tanti problemi della tratta Aosta-Torino potrebbe arrivare da un progetto, presentato nel luglio scorso, da RFI al servizio di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) della Regione Piemonte, che prevede l’elettrificazione della tratta Aosta-Ivrea. Come spiegano però da RFI, il progetto, ad uno stadio progettuale avanzato, presenta non poche criticità e già alcune controdeduzioni in sede di VIA. Senza contare che l’opera deve ancora trovare gli 81 milioni di euro stimati per la sua realizzazione.

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