C’è attesa per “la finalissima”. Epilogo di una stagione che ha presentato numerose novità

Il cambio dei pesi è stata una delle novità di questa stagione di eliminatorie. la selezione effettuata dagli allevatori porta ad avere delle mucche sempre più grandi, sempre più alte e quindi più pesanti. Le attese e le “reine” più quotate della finale.
Cobra della società La Borettaz (ph. Daniele Ronc)
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La finale di domenica 23 ottobre delle “Batailles de Reines” sarà una grande festa ma anche l’epilogo di una lunga serie di eliminatorie iniziate al mese di marzo per un totale di 21 appuntamenti, uno in più rispetto agli anni passati.

Il nuovo concorso in calendario si è svolto a Saint-Barthélemy sabato 18 settembre, con dodici posti in palio per la qualificazione. Curiosità: il comune di Nus, con questo nuovo appuntamento, raddoppia le batailles nel suo comprensorio, con una eliminatoria “in piano” (svoltasi regolarmente nel 2009) e quella “in alto” (nella conca di Saint-Barthélemy, appunto).

In questa edizione 2010 sono cambiati anche i pesi: come nel pugilato, le partecipanti sono suddivise in categorie che tengono conto dei loro quintali. Gli anni passano, e la selezione effettuata dagli allevatori porta ad avere delle mucche sempre più grandi, sempre più alte e quindi più pesanti. A ciò si deve aggiungere un’attenzione maggiore all’alimentazione, alla preparazione fisica. Spalle più pesanti, colli possenti e schiene larghe si traducono in una media di chili che aumenta sensibilmente, elemento di cui gli organizzatori devono per forza tenere conto. Si è visto ad esempio come la terza categoria, quella delle “leggere”, a poco a poco si stesse svuotando. Ci sono stati numerosi aggiustamenti in questi anni, e la scorsa primavera è partito l’ennesimo incremento, con la seconda categoria compresa tra i 521 e i 570 kg in primavera, estate ed inizio autunno; tra i 541 e i 590 per gli ultimi tre concorsi, ed infine, per la finalissima, tra i 561 e i 610 kg. Per dare un’idea dell’enorme evoluzione della morfologia delle nostre reine, basta pensare che negli anni Settanta una mucca di seicento kg era considerata una “pesante”… Domani, una mucca di sei quintali sarà considerata ufficialmente di media taglia!

 

Qualche numero da seguire

Come dicono i giornalisti svizzeri (e anche il buon senso!) è difficile formulare pronostici, soprattutto in una finale regionale dove sono tantissime le variabili in gioco; è decisamente più facile segnalare quali saranno le mucche più seguite. In linea generale si considerano favorite le “reine” uscenti e le “reine” dei concorsi, ma attenzione, ci possono anche essere delle mucche che sfondano dalla retroguardia. Ne è stato un chiaro esempio la mitica Venise dei Clos, tre volte reina regionale, che al suo primo bosquet alla Croix Noire si era presentata con un “semplice” titolo da terza-quarta a Sarre…

Per quanto concerne le reine in carica, delle tre vincitrici del 2009 domani si potrà ammirare solo Cobra della Borettaz, che porterà il numero 1 sul mantello. Feisan di Michele Bionaz e Monella di Aurelio Crétier, reine regionali in seconda e terza categoria, non saranno presenti in quanto non gravide. Quindi non resta che ripercorrere con la memoria l’andamento delle eliminatorie e selezionare qualche nome di spicco. Prendendo direttamente spunto dallo podio dello scorso anno, per la prima categoria si segnalano Suisse dei fratelli Quendoz (n°20), in splendida forma e pronta a vendicarsi della sconfitta in finale dello scorso anno, e Morienne di Loris Pieiller (n°6), forte dei suoi 800 kg e dei suoi cinque bosquet consecutivi. Tra le reine di concorso hanno ben figurato Vipère (n°10) e Magali (n°16) di Michele Bionaz, qualificatesi con i colori dei loro ex proprietari (Enrico Farinet e Sabina Pellissier). Tra le categorie minori risale alle luci della ribalta  il nome di Angelo Létey, allevatore di Valpelline, che domani presenterà un trio temibile: Brunie (n°101), Couronne (n°151) e la terribile Féisan (n°93), fresca di qualificazione. Altri nomi-numeri da seguire: 86, Paison di Gillio Jotaz, 92, Michette di Emilio Bétral, 150, Lion di Aurelio Crétier, 157, Mélodie di Patrik Brocard, 145, Gheriotta dell’Azienda Verney, tra l’altro “orfana” del suo pezzo da novanta in prima categoria, Merleun. Se invece volete sostenere qualche nuova promessa delle batailles, ecco tre giovanissimi allevatori alla loro prima qualificazione: Massimiliano Garin (con Bandit e Guerra, 19 e 40), Holder Machet (con Frison 134) e Federico Artaz (Caprice, 133).

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