Gran Paradiso: 1266 firme per spostare la sede del Parco a Valsavarenche

La petizione promossa da Adriano Chabod, Pino Dupont, Claudio Vicari, Guido Favre e Giuseppino Bich è stata consegnata nei giorni scorsi alla Regione. Oggi il parco ha una sede legale a Torino e una amministrativa ad Aosta.
Adriano Chabod, ex sindaco di Valsavarenche
Società

Il parco del Gran Paradiso oggi ha una sede legale a Torino e una amministrativa ad Aosta. Nella primavera scorsa, alcuni cittadini si sono fatti promotori di una raccolta firme per chiedere di spostare la sede del Parco nel paese di Valsavarenche, "unico paese del  territorio valdostano inserito nella sua totalità all’interno dei confini dell’area protetta". Nei giorni scorsi la raccolta firme, sottoscritta da 1266 cittadini valdostani e turisti è stata consegnata alla Presidenza della Regione, del Consiglio, ai parlamentari valdostani, al Presidente del Parco e al Sindaco di Valsavarenche.

"La legge nazionale in materia di Parchi prevede che la sede delle aree  protette sia dislocata all’interno delle stesse. – dicono i membri del comitato  organizzatore – E’ una legge dei primi anni Novanta che noi chiediamo venga  applicata nei suoi principi a dispetto della deroga votata dal Parlamento il 27  dicembre del 2002 nell’ambito della Finanziaria 2003".

Secondo i promotori della petizione –  Adriano Chabod, Pino Dupont, Claudio Vicari, Guido Favre e Giuseppino Bich – la sede del Parco a Valsavarenche "aiuterebbe non poco l’economia del nostro  paese. Lo spopolamento della montagna non è chiaramente un problema solo  nostro, ma è evidente che un risorsa del genere potrebbe avere un impulso  positivo sul tessuto sociale del nostro paese».

Inoltre spiega il Comitato promotore "negli anni la Valsavarenche ha  dato tanto al Parco Nazionale del Gran Paradiso e forse non è stata ripagata  con la stessa moneta. Non non abbiamo mai detto “no” al Parco, ma più volte  abbiamo contestato la gestione dell’Ente, che spesso e volentieri ha messo ha  marginalizzato le necessità degli abitanti del Parco. Avere la sede dell’area  protetta sul nostro territorio sarebbe, a nostro avviso, un atout straordinario  per la nostra vallata, che potrebbe vivere a pieno la sua centralità rispetto  all’area protetta".

Nei prossimi giorni la petizione verrà inviata anche al presidente della Regione Piemonte Roberto Cota e al presidente del Consiglio Regionale del Piemonte Valerio Cattaneo.

 

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