I tempi di attesa per le visite all’Usl sotto osservazione da parte di Adoc e Codacons

?Anche grazie alla funzione di stimolo esercitata dai consumatori l'azienda sanitaria ha migliorato notevolmente, in pochi mesi, i propri standard qualitativi nel campo dei tempi di attesa necessari per le...
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?Anche grazie alla funzione di stimolo esercitata dai consumatori l’azienda sanitaria ha migliorato notevolmente, in pochi mesi, i propri standard qualitativi nel campo dei tempi di attesa necessari per le visite specialistiche?. Andrea Piccirilli, presidente dell’Adoc, associazione dei consumatori della Valle d’Aosta, ha così presentato in conferenza stampa i primi esiti dell’azione di monitoraggio effettuata in questi ultimi mesi assieme al Codacons Valle d’Aosta, che ha aderito all’iniziativa.

Un controllo reso possibile dal fatto che dal novembre scorso la stessa Asl, di propria iniziativa, sta pubblicando on-line, sul proprio sito www.ausl.vda.it, i tempi di attesa per ogni tipo di esame o visita, in ognuna delle strutture regionali.

?I tempi di attesa – ha proseguito Piccirilli- si sono ridotti in molte specialità, e raramente, adesso, superano i due mesi, limite massimo previsto anche da una delibera regionale del novembre scorso.
Anche in questi casi, è possibile prenotare le visite specialistiche in una delle strutture sanitarie decentrate della regione, e constatare un abattimento notevole delle attese. Invitiamo comunque i cittadini a segnalare all’Urp, ufficio relazioni con il pubblico dell’Usl, e all’Adoc oppure al Codacons le inefficienze riscontrate?.

Anche Natale Dodaro, della Uil Fpl, ha sottolineato il sostegno concreto apportato finora dal sindacato nei confronti di una questione che acquista notevole rilevanza sociale.

Parallelamente alla questione dei tempi di attesa, l’Adoc, in conferenza stampa, ha affrontato un altro tema.
L’associazione ha infatti aperto un tavolo di discussione con l’assessorato regionale alla sanità riguardo all’ipotesi di riconoscere la cefalea come patologia invalidante, come già avviene nella regione Lombardia.
Le centinaia di valdostani che soffrono di questo disturbo avrebbero così la possibilità di usufruire di esenzioni su alcune prestazioni sanitarie e servizi pubblici, e di una particolare tutela nell’ambiente di lavoro.

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