Il mio stage ad AostaSera, un viaggio nel mondo del giornalismo

Dopo le cinque settimane di tirocinio ad AostaSera è arrivato il momento di tirare le somme della mia esperienza.
Amélie Odin
Società

Ormai il mio stage di cinque settimane ad AostaSera è giunto al termine e mi preparo per affrontare il mio ultimo anno di liceo.

La scrittura, fin da bambina, è stata una mia grande passione e ho sempre visto il giornalismo come una delle possibili strade da intraprendere. Dopo il colloquio non avrei mai immaginato che ci sarebbe stata la possibilità di entrare a far parte di questa realtà, e infatti non riuscivo a crederci quando ho ricevuto il messaggio di conferma.

Da persona timida e ansiosa, il primo giorno è stato una sfida: non sapevo cosa aspettarmi e da dove cominciare, ma mi sono resa conto che non c’era bisogno di preoccuparsi. Fin da subito, Luca, il mio tutor, mi ha coinvolta e, man mano, mi ha seguita durante tutta la mia esperienza.

Vedere il mio primo articolo pubblicato è stato gratificante e, da quel momento, tutto è andato per il verso giusto. Ho finalmente scoperto cosa vuol dire essere una giornalista e, grazie a tutti i colleghi che mi hanno accolta, ho potuto vedere la loro realtà.

Per la prima volta ho avuto l’opportunità di seguire una manifestazione con Luca, scoprendo da vicino come si gestiscono le interviste sul campo e di assistere al Consiglio regionale con Silvia. Ho imparato a montare i video della rubrica “Adotta un amico” con Viola e ho fatto visita al Canile e Gattile Regionale per girare i video sulle nuove adozioni con Nicole.

Uno dei miei primi compiti è stato quello di intervistare i maturandi di quest’anno e devo ammettere che inizialmente non ero molto a mio agio, ma pian piano, con l’esempio di Elena, sono riuscita a stilare il pezzo insieme a lei.

Ho anche avuto l’occasione di seguire alcune conferenze, come quella del Cervino CineMountain e di giocAosta, che mi hanno messo alla prova. Prendere appunti, fare foto e scrivere l’articolo non è stato così banale, ma, alla fine, grazie ai consigli e alle rassicurazioni dei colleghi, mi sono messa in gioco.

Tra tutte queste attività, però, ho apprezzato molto osservare il lavoro di redazione. Ho provato sulla mia pelle il brivido delle riunioni del lunedì, il magico mondo degli albi pretori e gli appuntamenti del weekend, per non parlare degli infiniti eventi che William mi ha gentilmente affidato da caricare.

Se a scuola ero abituata a seguire compiti rigidi che limitavano la mia creatività, ad AostaSera ho trovato un ambiente decisamente meno schematico. C’erano delle regole generali da rispettare, certo, ma avevo comunque la libertà di gestire i pezzi a modo mio e di dare agli articoli il mio stile personale.

Ringrazio molto tutti i componenti di AostaSera che, nonostante tutto il lavoro, hanno reso questo stage non solo piacevole e formativo, ma anche leggero e, a suo modo, divertente. Terrò con me il ricordo degli snack di pesce malesi di Silvia (anche se, a essere onesti, non mi mancheranno affatto), delle brioches per il compleanno di Luca che non ha mangiato, e del sacro ordine delle scrivanie.

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