Il Mondial des vins extrêmes 2026 si sposta a Châtillon e coinvolge oltre 1000 vini

Il salone internazionale dedicato alla viticoltura eroica andrà in scena martedì 25 e mercoledì 26 agosto 2026 al centro congressi di Châtillon. Sono già più di 1000 i vini iscritti, con oltre 350 aziende partecipanti e più di 20 Paesi rappresentati.
Conferenza Mondial des vins Extremes
Società

Anche quest’anno torna il Mondial des Vins Extrêmes, l’unico concorso enologico al mondo dedicato ai vini da viticoltura eroica. Con qualche novità, a partire dalla location e dalla cerimonia di premiazione. 

La 34esima edizione del concorso, in programma martedì 25 e mercoledì 26 agosto 2026, è stato presentato nella mattina di oggi 4 agosto nella sede dell’Assessorato all’agricoltura. Il ringraziamento principale è andato ai tanti protagonisti della viticoltura eroica che, secondo le parole dell’assessora Speranza Girod, “producono eccellenza in condizioni difficili, contribuendo alla tutela del paesaggio, della biodiversità e del territorio”. 

Il Concorso, d’altronde, ha anche l’obiettivo di creare rete tra territori diversi, ma accomunati dalla necessità di affrontare condizioni di coltivazione difficili. Le iscrizioni, ancora aperte fino al 7 agosto, contano già più di 1000 vini iscritti, con oltre 350 aziende partecipanti. I Paesi rappresentati, invece, sono più di 20, mentre tra i 400 vini italiani quelli valdostani rappresentano una quota significativa, confermando il legame tra il territorio e la manifestazione. 

Le novità dell’edizione 2026

A illustrare le novità dell’edizione 2026 è stato il presidente del Cervim (Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana) Nicola Abbrescia. La prima novità riguarda la location che, per motivi legati al periodo di elevata affluenza turistica, è stata spostata al centro congressi di Châtillon.

Nicola Abbrescia
Nicola Abbrescia

Ospitato l’anno scorso dal Forte di Bard, il Mondial des Vins Extrêmes, in ogni caso, non interrompe la collaborazione con questa struttura. Come ha spiegato la presidente dell’associazione Forte di Bard Ornella Badéry, infatti, “l’anno prossimo, a grande richiesta, la manifestazione tornerà al Forte e si terrà nel secondo weekend di novembre”. 

Ornella Badery
Ornella Badéry

L’altra novità, invece, riguarda la cerimonia di premiazione. Quest’ultima tornerà a svolgersi all’estero, in particolare al Vinseum di Vilafranca del Penedès, in Catalogna, il 21 novembre 2026. “Sarà l’occasione per portare la Valle d’Aosta davvero al centro del contesto vitivinicolo internazionale e per dare visibilità anche all’estero ai vini che meritano una medaglia”, ha spiegato Abbrescia. 

Proprio per dare ulteriore risalto ai vini insigniti della Gran Medaglia d’Oro, sarà loro inoltre dedicata una sala al prossimo Merano WineFestival, in programma dal 6 al 10 novembre 2026. 

La rete di partner del territorio

Non sarà solo il Forte di Bard a essere coinvolto nella rete di partner valdostani. La sinergia con le principali realtà del territorio è confermata dalla collaborazione, anzitutto, con il Consorzio Vini Valle d’Aosta. Il presidente Nicolas Bovard, presente alla conferenza stampa, ha voluto sottolineare le sfide affrontate ogni giorno dai produttori di viticoltura eroica: “È vero che guardando solo ai ricavi abbiamo una grande redditività, ma dobbiamo considerare anche i costi, perché i nostri viticoltori hanno un quantitativo di ore di lavoro per ettaro molto elevato”.

Nicolas Bovard
Nicolas Bovard

Un’altra collaborazione importante è quella con la Chambre Valdôtaine. Una sinergia che, secondo il presidente Roberto Sapia, nasce dalla consapevolezza che “il vino è un grande ambasciatore della Valle d’Aosta e un veicolo di promozione turistica, grazie alla crescita dell’enoturismo”.

Roberto Sapia
Roberto Sapia

Sapia ha ricordato quanto sia importante la promozione di un consumo adeguato e consapevole di vino di qualità e ha sottolineato lo sviluppo sempre crescente della viticoltura eroica, in un contesto di complessiva criticità per il settore vitivinicolo globale. 

Questo punto è stato ripreso anche dal presidente dell’Ais (Associazione italiana sommelier) Valle d’Aosta Alberto Levi. “Le nostre altitudini offrono uno scudo al cambiamento climatico, permettendo un miglioramento dei nostri vini. Se prima eravamo una nicchia, oggi siamo i numeri uno”, ha affermato Levi.

Alberto Levi
Alberto Levi

Eventi come il Mondial, nell’ottica di Levi, rappresentano quindi un’opportunità per “fase da cassa di risonanza alla viticoltura eroica, che oggi dimostra quanto, dove l’uomo fa più fatica, la natura rimane più vera”. 

La conferenza si è chiusa con l’auspicio, da parte del presidente del Cervim Abbrescia, di superare entro il 12 agosto il record di etichette iscritte al concorso. “In un momento di difficoltà per il settore vitivinicolo, dove quasi tutti i concorsi globali sono in forte calo, mantenere o addirittura superare questo record è un segnale forte”. 

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