Il Pronto soccorso di Aosta è un centro di eccellenza accreditato per il trattamento della sincope

Ogni anno arrivano al Pronto soccorso di Aosta circa 700 nuovi casi di sincope. Di questi il 10% circa è a rischio di mortalità. Per questo è importante una diagnosi completa della sincope che oggi è possibile al Pronto soccorso di Aosta.
Massimo Pesenti direttore del Pronto soccorso
Società

Ogni anno arrivano al Pronto soccorso di Aosta circa 700 nuovi casi di sincope. Di questi il 10% circa è a rischio di mortalità. I dati sono stati presentati oggi dal responsabile della unità di studio della sincope, Stefano Podio e dal direttore del Pronto soccorso di Aosta di Aosta, Massimo Pesenti Campagnoni. Dal gennaio 2011, infatti, il Pronto soccorso dell’Ospedale regionale Umberto Parini di Aosta è, assieme a quello di Alessandria, l’unico centro di eccellenza accreditato per il trattamento della sincope.

“La sincope – spiega Stefano Podio – è una transitoria e breve perdita di coscienza che può verificarsi in tutte le età della vita, sia nei soggetti sani che in quelli malati.  In alcuni casi la sincope è preceduta da alcuni sintomi come l’annebbiamento della vista o un senso di calore diffuso in altri invece è improvvisa. “

Le cause della sincope sono spesso benigne ma in alcuni casi “possono rappresentare il campanello d’allarme di patologie gravi, a volte potenzialmente mortali. “

Per questo è importante una diagnosi completa della sincope che oggi è possibile al Pronto soccorso di Aosta grazie all’apertura di un centro dedicato e multidisciplinare che coinvolge sia cardiologi che neurologi. Obiettivo della Syncop Unità è di ridurre i casi di ospedalizzazione, i tempi di ricovero e il numero di esami e aumentare il numero di diagnosi definite.

Il percorso di accreditamento del centro di Aosta  è iniziato nell’anno 2008 con l’avvio di attività formative dedicate al personale,  l’acquisizione delle attrezzature necessarie, l’elaborazione di standard operativi finalizzati, la predisposizione di percorsi diagnostici e terapeutici.

“La sincope – ha concluso il dottor Pesenti Campagnoni – soprattutto se recidivante, può incidere sulla qualità della vita del soggetto interessato e persino diventare invalidante per quanto attiene allo svolgimento dell’attività professionale. A volte la terapia può consistere anche solo nel suggerimento al paziente di corretti stili di vita”.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte