La Scuola di sci di Pila è pronta per una nuova stagione e punta sul freeride

E' la scuola di sci più grande d'Italia, con maestri in tutte le scecialità, e si prepara con tante novità per dare un servizio sempre più specializzato e di qualità agli sciatori
Guasti e Fiabane
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La stagione di Pila prende il via oggi, nonostante il tempo non ottimale, con circa metà delle piste aperte e in ottime condizioni di innevamento. La Scuola di sci di Pila, la più grande d’Italia con i suoi 177 maestri, oltre a sei maestri onorari, si rinnova partendo dai vertici: l’assemblea, alla fine della scorsa stagione, ha eletto a presidente Cristiano Guasti e a direttore Simone Fiabane. La novità della stazione è la nuova pista nera, servita da un tapis roulant che sale dalla stazione di monte del Couis 1 e porta dalla Platta de Grévon a Plan de l’Eyve. La pista non sarà battuta in caso di nevicate, per darla in pasto agli appassionati del freeride, per poi essere battuta quando troppo rovinata o gobbata.

“Il freeride è la moda del momento – dice Fiabane – e vogliamo farci trovare pronti. Ci siamo dotati di dieci zaini dotati di pala, sonda e Arva da fornire a chi vuole provare l’esperienza del fuoripista”. Proprio sul noleggio e sui servizi la Scuola punta per migliorare la qualità e “fare   passaparola positivo, la migliore ricetta per la promozione”, come dice Guasti. 100 nuovi caschi, 130 paia di scarponi e 150 paia di sci sono in dotazione nel noleggio; nuove navette, fornite da uno sponsor, permetteranno di migliorare il collegamento tra le piste e le strutture ricettive per i
clienti della Scuola.

Una serie di convenzioni e collaborazioni è poi stata messa in atto, partendo dai ristoratori locali, che forniranno una merendata o una cena a tutti i clienti di una lezione collettiva, al Casino de la Vallée che metterà a disposizione buoni sconto per tutti gli allievi, ad una società artigiana locale che fornirà sculture e bassorilievi in legno per le premiazioni, anche a sorteggio, all’assessorato regionale alla Cultura, che fornirà libri di storia e tradizioni locali, perché “una volta a casa la gente si ricordi di Pila e abbia voglia di tornare a trovarci”, conclude il presidente.

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