Legambiente su Cas: “Serve maggiore trasparenza sull’Aia”

Sui limiti di emissioni Legambiente precisa come "le valutazioni esplicitate non si riferiscono al mancato rispetto da parte di CAS dei limiti previsti dall’AIA, come sembra credere l’Assessore ma sulla presenza di metalli pesanti nell'aria".
Alessandra Piccioni, Legambiente
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Continua il botta e risposta fra Legambiente e la Regione sulla situazione della Cogne Acciai speciali. L’associazione ambientalista oggi torna a parlare della mancata fase di consultazione nel procedimento per il rinnovo dell’Aia della Cas.

"L’espletamento della fase di consultazione dei cittadini  – si legge in una nota – nell’ambito del rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per la CAS (obbligatoria per legge ai sensi dell’art. 29-quater del Dgls 152/2006), rappresenta la sede più indicata per permettere sia all’acciaieria che agli organi della Regione a ciò preposti di far capire a tutti quali soluzioni si intendono perseguire per migliorare la qualità dell’ambiente."

E sulla partecipazione dei cittadini, Alessandra Piccioni di Legambiente sottolinea come la stessa "vada vista come un momento di scambio e confronto. Azienda e Regione, attraverso la pubblicazione dei documenti sull’AIA, possono porre in evidenza eventuali problematiche e possibili soluzioni. I cittadini, a loro volta, possono integrare le conoscenze dell’Amministrazione, attraverso la presentazione di osservazioni, ed esprimere anche disaccordo. Per una serena convivenza tra l’acciaieria e la città è indispensabile una maggiore trasparenza sia nella procedura AIA che nella pubblicazione dei dati sull’inquinamento."

Infine sui limiti di emissioni Legambiente precisa come "le valutazioni esplicitate in sede di conferenza stampa non si riferiscono al mancato rispetto da parte di CAS dei limiti previsti dall’AIA attualmente in vigore, come sembra credere l’Assessore regionale all’Ambiente, Manuela Zublena, ma esclusivamente alla presenza, nell’aria e nelle deposizioni atmosferiche, di metalli pesanti: il fatto poi che questi siano tutti nei limiti normativi o che il trend sia stabile o sotto controllo, sulla base dei dati pubblicati dall’Arpa sembra onestamente difficile da sostenere."

 

 

 

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