Diciotto giocatori valdostani hanno preso parte all’edizione 2026 del Morramondo, il Campionato mondiale di morra che si è svolto sabato 5 e domenica 6 settembre a Cividale del Friuli, all’ex caserma Francescatto.
La delegazione valdostana partecipa ormai da diverse edizioni alla manifestazione internazionale. La prima esperienza risale al 2022, a Bessans, in Savoia, seguita dalle tappe di Urzulei, in Sardegna, nel 2023, La Ràpita, in Spagna, nel 2024, e Pregara, in Istria, nel 2025.
Quest’anno il gruppo è cresciuto ulteriormente, arrivando a contare nove coppie di giocatori iscritte al torneo.

Diciotto valdostani tra quasi 500 giocatori
Il Morramondo ha riunito a Cividale circa 500 partecipanti provenienti da diversi Paesi e territori del Mediterraneo e del mondo, per un totale di 196 coppie iscritte al torneo.
Accanto alle delegazioni di Paesi dove la morra rappresenta una tradizione antica, come Spagna e Francia, erano presenti anche giocatori provenienti da terre di emigrazione come Argentina, Uruguay e Canada.
Nel corso della prima giornata, che ha portato il torneo fino ai quarti di finale, le coppie valdostane hanno ottenuto diversi piazzamenti di rilievo. Le due coppie composte rispettivamente da Franco Carlin e Diego Lale Murix e da Jader Cheillon e André Marguerettaz sono stati eliminati agli ottavi di finale, mentre Stéphane Argentour e Loris Damarino ai quarti.
A spingersi ancora più avanti sono stati Roberto Peretto e Marc Lazier, alla loro prima partecipazione al Morramondo, conquistando l’accesso alle semifinali in programma il giorno successivo.

Dalla semifinale alla finalissima
Nella giornata di domenica, la coppia valdostana ha continuato il proprio percorso superando in semifinale gli spagnoli Edgar Gasparin Pascual e Xavier Subirats Vilanova.
Una vittoria che ha aperto ai due valdostani le porte della finalissima, dove hanno incontrato la coppia sarda formata da Cristian Spano e Davide Perra.
Dopo una partita combattuta, Peretto e Lazier hanno dovuto cedere il primo posto ai giocatori sardi, conquistando però uno storico secondo posto. “Abbiamo perso in finale dignitosamente. Non mi aspettavo di ottenere questo risultato. È il nostro primo Morramondo e, per noi, anche perdere in finale è un ottimo risultato”, ha commentato Roberto Peretto.
A riconoscere la qualità della coppia valdostana sono stati anche i vincitori del torneo, “i valdostani sono molto tosti, è stata una bellissima finale” hanno detto Cristian Spano e Davide Perra, complimentandosi con gli sfidanti per la partita appena disputata.

Più di un campionato
Il Morramondo non è soltanto una competizione. L’appuntamento riunisce ogni anno delegazioni provenienti da diverse regioni del Mediterraneo e del mondo, accomunate dalla volontà di custodire e tramandare un gioco e un patrimonio culturale che affonda le proprie radici in oltre duemila anni di storia.
Un aspetto sottolineato anche da Jader Cheillon, presidente della sezione valdostana e alla guida del nuovo direttivo insediatosi quest’anno, composto interamente da giovani giocatori “Una manifestazione bellissima, piena di compagnia e di belle partite alla morra”.

“In questa occasione il torneo fa quasi da contorno, perché prima di tutto è un incontro tra popoli. Ognuno porta con sé il proprio modo di giocare, ma avere una passione comune ci porta a capirci e a sentirci amici. Questa è la magia di questo incontro” ha sottolineato anche Daniele Pinat, presidente del Circolo friulano della morra e organizzatore dell’evento.
“Ogni volta che partecipo torno a casa felice ed entusiasta. Mi auguro che anche chi ha partecipato a questa edizione possa tornare a casa con la stessa emozione che provo ogni volta che incontro gli amici giocatori di morra provenienti da tutto il mondo” ha commentato alla fine del torneo.
Tra partite combattute, rivalità lasciate sul tavolo da gioco e nuove amicizie nate attorno a una passione comune, la morra ha confermato ancora una volta la sua capacità di unire territori e generazioni. E per la Valle d’Aosta, questa volta, il viaggio di ritorno dal Friuli ha avuto anche il sapore del podio.
