‘Ndrangheta, conclusi i lavori della Commissione speciale. “Nessuna presenza strutturata in Valle”

La relazione prodotta dalla commissione e approvata a maggioranza, con la sola astensione del gruppo Alpe, verrà ora trasmessa al Consiglio Valle. La Commissione propone di attivare un "tavolo permanente regionale di confronto".
Commissione speciale antimafia
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“Non bisogna far calare l’attenzione su questo fenomeno ma neppure lanciare allarmi esagerati. “ Diego Empereur spiega cosi le conclusioni a cui è arrivata la Commissione speciale per l’esame del fenomeno delle infiltrazioni mafiose in Valle d’Aosta. La relazione prodotta dalla commissione e approvata a maggioranza, con la sola astensione del gruppo Alpe, verrà ora trasmessa al Consiglio Valle.

La mancata condivisione da parte di Alpe del documento viene spiegata da Alberto Bertin: “Avremmo voluto che anche il nostro documento fosse formalmente inserito nella documentazione che sarà trasmessa al Consiglio regionale . Riteniamo che la Commissione avrebbe dovuto tenere in considerazione tutte le diverse sensibilità al complesso e delicato fenomeno delle infiltrazioni mafiose. Il nostro è un approccio differente: consideriamo, infatti, che la ‘ndrangheta in Valle d’Aosta esista e rappresenti una minaccia reale per il futuro della nostra regione. Una presenza che deve essere contrastata a tutti i livelli. “

Secondo i commissari invece, come spiega Empereur “Non si può affermare che in Valle d’Aosta ci sia una presenza strutturata di organizzazioni criminali. In questo quadro è emersa l’influenza di grandi famiglie della ‘ndrangheta che si è manifestata nel corso degli anni con episodi di riciclaggio di denaro, di traffico di stupefacenti e di estorsioni. “ La relazione spiega poi come la Valle d’Aosta sia dotata degli strumenti efficaci per contrastare il fenomeno.

“A detta delle forze dell’ordine – continua Empereur – il settore di maggiore interesse per la ‘ndrangheta è quello dell’edilizia: la Commissione si è quindi soffermata maggiormente sulla tematica degli appalti e di subappalti, ponendo attenzione all’attività dell’Osservatorio dei contratti pubblici che rappresenta uno strumento importante per la trasparenza degli atti amministrativi e che, in quest’ottica, può essere migliorato nell’accesso e nel suo continuo aggiornamento. Il progetto della stazione unica appaltante – sul quale la Giunta sta già lavorando – potrà costituire un elemento di ulteriore trasparenza oltre che di regolarità ed economicità nella gestione degli appalti.”

La proposta che arriva dalla Commissione speciale è infine quella di “attivare un tavolo permanente regionale di confronto, istituito presso la Presidenza della Regione, che raccolga tutti i soggetti che, a diverso titolo, si occupano di contrasto alla criminalità organizzata, in modo tale da creare una rete a supporto del lavoro degli organismi preposti alla tutela dell’ordine pubblico, integrando le diverse informazioni per fare emergere possibili infiltrazioni di organizzazioni criminali nel tessuto economico locale e nella società valdostana. “
 

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