Polemica in Consiglio sul “dossier Bo”, richiesta maggiore riservatezza.

Il "dossier Bo", cioè la relazione sulla liquidazione della Gestione straordinaria del Casinò di Saint Vincent, ha occupato parte della seconda giornata di lavori del Consiglio regionale. Un'attenzione e una discussione...
Società

Il “dossier Bo”, cioè la relazione sulla liquidazione della Gestione straordinaria del Casinò di Saint Vincent, ha occupato parte della seconda giornata di lavori del Consiglio regionale. Un’attenzione e una discussione dovute soprattutto alle notizie, informazioni e nomi e cognomi, che sono apparsi su alcuni giornali locali, in un momento in cui, per i contenuti ad “alta tensione” della relazione stessa, era stato chiesto ai consiglieri regionali, che ne avevano avuta copia, di mantenere per il più stretto riserbo. La situazione è delicata e le tensioni sono evidenti. Il “dossier Bo”, analisi fatta a campione e non approfondita, farebbe venire a galla fatti e misfatti di una Gestione Straordinaria “allegra” e senza controlli da parte di chi invece avrebbe dovuto sorvegliare l’operato, la contabilità, uscite ecc… Il documento firmato dal ragioniere Romano Bo su richiesta dell’Amministrazione regionale disegna un quadro che vede nella Gestione Straordinaria della Casa da Gioco, dal luglio 1994 al dicembre 2002, benefit, retribuzioni flessibili, viaggi premio e cene pagate non sempre giustificabili. In poche parole gli elementi di imbarazzo sarebbero molti. E l’opposizione in Consiglio ha colto la palla al balzo. In particolare informazioni, nomi e cognomi, sono stati resi pubblici da “Foglio Azzurro” il periodico di Forza Italia edito dal Gruppo consiliare regionale della Casa delle Libertà. Libertà che non sono piaciute al presidente del Consiglio regionale Ego Perron, il quale, all’interno del dibattito scaturito sul tema, ha lamentato che i “comportamenti tenuti da qualche consigliere in occasione della relazione del liquidatore meritano una seria valutazione…Siamo anche da esempio per i cittadini e devo dire, purtroppo, che in questa circostanza, qualcuno non lo è stato. C’é una regola che non è scritta: è quella del buonsenso, della correttezza morale che ogni Consigliere dovrebbe conoscere e che avrebbe dovuto quanto meno far riflettere prima di consegnare così celermente il materiale”.
Accuse che i consiglieri di opposizione hanno rimandato al mittente proprio perché alcune informazioni erano già trapelate sui giornali acnora prima che gli stessi consiglieri leggessero il dossier: “Avevamo già avuto modo di leggere notizie sul dossier prima che lo stesso ci fosse inviato. Le accuse mosse ai Consiglieri le rimettiamo al mittente perché non ci sentiamo oggetto della reprimenda” ha risposto Dario Frassy, capogruppo della Cdl, polemizzando ancora sul fatto che “La relazione fornita ai Consiglieri non sembra quella completa. Questa è una versione forse più addolcita, cambiata in alcuni passaggi. Rivendichiamo che gli approfondimenti vengano effettuati non solo dalla Giunta, ma anche dall’Assemblea”. Intanto il dossier incriminato è ora in possesso dell’Agenzia delle entrate di Aosta per una verifica. Il presidente della Regione, Luciano Caveri, che si è fatto carico,come ha commentato lo stesso, di “una vicenda ereditata” dalla precedente Giunta regionale, parla di una linea d’azione comune da concordare con l’opposizione evidenziando che se dalle analisi successive e approfondimenti sul dossier “dovessero emergere elementi di responsabilità” accertati, si agirà.

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