Ricerca Parco Gran Paradiso: “Tra 20 anni niente più ghiacciai sull’arco alpino”

Ricerca del Parco del Gran Paradiso sui propri ghiacciai. Complice l'ultima torrida estate, tutti i ghiacciai del Gran Paradiso controllati sono arretrati, ad eccezione di quello delle Sengie Settentrionale in Val di Cogne.
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Usando un gioco di parole, si potrebbe dire che sono agghiaccianti, i risultati emersi dalla ultime rilevazioni condotte dal Parco del Gran Paradiso sui propri ghiacciai. Secondo gli esperti: "Entro 20 anni i ghiacciai del Parco potrebbero in gran parte scomparire, sorte a cui non sfuggirebbero moltissimi altri ghiacciai dell’intero arco alpino."

Complice l’ultima torrida estate, tutti i ghiacciai del Gran Paradiso controllati sono arretrati, ad eccezione di quello delle Sengie Settentrionale in Val di Cogne. E in alcuni casi questi ritiri sono stati più accellerati che in altri, come nel ghiacciaio Aouillié in Valsavarenche, arretrato di 90 metri e diminuito di spessore. "L’innevamento residuo – spiega una nota – ovvero la copertura nevosa che rimane sul ghiacciaio al termine della stagione di ablazione, è scarso e a volte completamente assente, venendo a mancare la linfa vitale per l’esistenza del ghiacciaio stesso. " Altro esempio emblematico è il ghiacciaio del Grand Etret, il cui bilancio di massa, parametro che esprime meglio di altri lo stato di salute di un ghiacciaio, relativo al periodo 2011-2012, è risultato negativo con una perdita di oltre un metro di equivalente in acqua. Dal 1999 ad oggi il ghiacciaio ha perso più di 13 metri di spessore.

“Da anni  – spiega in una nota il direttore del Parco, Michele Ottino –  seguiamo con attenzione i ghiacciai presenti nel Parco ed il loro arretramento, da porre in relazione al riscaldamento globale di questi ultimi lustri. Queste attività sono utili per monitorare i cambiamenti climatici e comprenderne le cause e sono possibili grazie all’insostituibile lavoro sul campo e di elaborazione dei guardaparco”.

Le rilevazioni sono state condotte dal servizio di sorveglianza del Parco e dagli operatori del Comitato Glaciologico Italiano, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino ed il Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico di Torino.

 

 

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