San Grato, Aosta celebra il patrono insieme ai Comuni valdostani

La festa di San Grato ad Aosta ha riunito per la prima volta i Comuni valdostani, presenti con sindaci, rappresentanti e gonfaloni. La celebrazione, tra Messa, processione e tradizione dei “macons” di Fontainemore, si è intrecciata con l’80° anniversario delle prime elezioni libere dei Comuni e con gli eventi culturali dedicati alla pittura en plein air nel centro città.
La processione in Via Croce di Città
Società

È stata una festa di San Grato nel segno della Valle d’Aosta quella celebrata oggi ad Aosta. Per la prima volta, alla ricorrenza patronale hanno partecipato anche i Comuni valdostani, presenti con i loro gonfaloni e con i sindaci o i loro rappresentanti. Una presenza che ha portato nel cuore del capoluogo le diverse comunità del territorio, unendo alla dimensione religiosa quella istituzionale e civile.

La giornata assume un significato particolare anche per la coincidenza con l’80° anniversario delle prime elezioni libere dei Comuni valdostani, ricorrenza al centro dell’iniziativa “80 anni in Comune. L’héritage de la mémoire, la valeur de l’identité”, promossa dal CELVA. Nel 2026 ricorre inoltre l’81° anniversario della promulgazione dei Decreti luogotenenziali che gettarono le basi dell’autonomia della Valle d’Aosta.

In Cattedrale

A fare da cornice alla mattinata è stata la celebrazione nella Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista, dove si sono ritrovati fedeli, rappresentanti del clero valdostano e autorità civili e militari.

La Messa è stata presieduta dal vescovo di Aosta, monsignor Franco Lovignana, e concelebrata dal vescovo emerito monsignor Giuseppe Anfossi. Presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Renzo Testolin, la senatrice Nicoletta Spelgatti e il deputato Franco Manes.

Nel corso dell’omelia, monsignor Lovignana ha sottolineato il particolare significato della presenza dei sindaci e delle istituzioni accanto alla comunità religiosa: “Oggi la Messa di San Grato vede intrecciarsi l’unità cristiana e la società civile”. Un incontro, ha spiegato il Vescovo, che non significa cancellare le differenze, ma imparare a viverle “senza paura delle differenze, pur nel rispetto della diversità”. Un valore che, secondo Lovignana, riguarda anche la vita concreta delle comunità, perché incontrarsi e riconoscersi parte di una realtà comune “è sempre un buon antidoto alla solitudine”.

Da qui il richiamo alla pace, che deve partire anche dalle realtà più vicine: “i nostri paesi, i nostri borghi, le nostre famiglie”, attraverso un impegno che riguarda tutti.

Terminata la celebrazione, la reliquia del patrono è stata accompagnata lungo le vie del centro storico. Il corteo, seguito dai fedeli e dalle autorità, ha visto sfilare anche i gonfaloni dei Comuni valdostani. Durante il percorso è stata impartita la benedizione alla città e alla Diocesi.

Una tradizione che arriva da Fontainemore

A custodire un altro elemento caratteristico della ricorrenza sono stati i giovani di Fontainemore, incaricati di portare la cassa reliquiaria secondo l’antica tradizione dei “macons”.

La tradizione fa risalire al 1380 il legame tra i muratori del paese e le reliquie di San Grato. Secondo il racconto tramandato nel tempo, alcuni di loro, impegnati a lavorare in Savoia, avrebbero recuperato le reliquie del santo, trafugate dalla Cattedrale di Aosta, riportandole in Valle attraverso la Valgrisenche.

L’antico privilegio dei muratori di Fontainemore è oggi passato ai giovani della comunità. 

Anche la cassa reliquiaria costituisce un pezzo importante della storia della celebrazione: di epoca medievale e di particolare pregio artistico, fu iniziata da Guglielmo di Locana e portata a compimento dall’orafo fiammingo Jean de Malines.

La cassa reliquiaria portata dai giovani di Fontainemore
La cassa reliquiaria portata dai giovani di Fontainemore

Aosta dipinta dagli artisti valdostani

La giornata ha avuto un seguito anche sul piano culturale. Nel centro della città gli artisti valdostani hanno preso parte a un appuntamento dedicato alla pittura dal vivo, lavorando en plein air e trasformando piazze, strade e scorci del capoluogo in soggetti delle loro opere.

La ricorrenza di San Grato ha così messo insieme fede, tradizione e istituzioni, con una partecipazione che quest’anno ha coinvolto simbolicamente l’intera Valle d’Aosta e si è intrecciata con una doppia ricorrenza legata alla storia dell’autonomia e delle amministrazioni comunali.

La processione che torna in Cattedrale
La processione che torna in Cattedrale

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