Screening gratuiti delle cefalee. La malattia colpisce 10/12mila valdostani

I medici saranno in piazza sabato 17 dalle 10 alle 16 e domenica 18 novembre dalle 10 alle 13. L'iniziativa si ripeterà sabato 1° dicembre a Verrès, presso il Salone Bonomi, dalle 9 alle 12.30 e sabato 15 dicembre a Villeneuve.
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Una malattia a tutti gli effetti che però da sempre viene sottovalutata. Stiamo parlando delle cefalee che la Valle d’Aosta, seconda regione in Italia, riconosce invece come causa di invalidità. Un 10% della popolazione ovvero 10/12mila valdostani ne soffre e la maggioranza sono donne in età attiva.

Per informare la popolazione sul problema, sabato e domenica prossimi, in Piazza Chanoux, i medici del Centro regionale per le cefalee incontreranno, gratuitamente, sul territorio i cittadini interessati ad approfondire le ragioni del loro mal di testa e forniranno informazioni utili a combattere questa malattia. Per coloro che vorranno approfondire ulteriormente gli aspetti clinici o terapeutici, sarà possibile prenotare una visita presso il Centro regionale per le Cefalee.

In particolare i medici saranno in piazza sabato 17 dalle 10 alle 16 e domenica 18 novembre dalle 10 alle 13.  L’iniziativa si ripeterà sabato 1° dicembre a Verrès, presso il Salone Bonomi, dalle 9 alle 12.30 e sabato 15 dicembre a Villeneuve, presso i locali dello Sportello sociale di Piazza Assunzione 16, dalle 9 alle 12.30.

"E’ uno screening a tutti gli effetti – ha spiegato l’Assessore regionale alla Sanità, Albert Lanièce – perché ci sarà la possibilità di informare sui sintomi e su alcuni aspetti della prevenzione".

Al Centro regionale per le cefalee ogni anno passano circa 850 valdostani. "E’ una malattia che si può curare – sottolinea Chiara Lia, Responsabile del Centro – ma da cui è difficile guarire". Per Edo Bottacchi, direttore della Struttura complessa di Neurologia è da evitare l’automedicazione. "Spesso dobbiamo poi ricoverare delle persone – spiega Bottacchi – per disintossicarle". I responsabili del Centro regionale stanno costruendo uno studio epidemiologico sulle cefalee, i cui dati verranno presentati nel gennaio 2013.

"I cefalgici – spiega Sara Grillo dell’Associazione Alce Vda – sono spesso delle persone chiuse che non vogliono comunicare questa loro sofferenza e preferiscono curarsi da soli, ma prima di farlo sarebbe meglio informarsi perché ogni paziente ha la propria terapia mirata". 

 

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