Sicurezza al Parco Abbé Henry, il Comitato Tzamberlet: “Serve una strategia condivisa”

Il Comitato auspica  che la vice sindaca Valeria Fadda possa organizzare in tempi brevi un incontro fra Regione, Comune e Forze dell’Ordine, per arrivare a una strategia condivisa sul Parco Abbé Henry e sulle aree circostanti.
Parco Abbé Henry,
Società

Il Comitato di Quartiere Tzamberlet accende i riflettori sulla sicurezza del parco Abbé Henry, chiedendo alla vice sindaca di Aosta Valeria Fadda un coordinamento tra Regione, Comune e Forze dell’Ordine.

Il Parco Abbé Henry è un’area regionale e, proprio per la natura e la complessità delle problematiche che lo interessano, è necessario mettere in campo una collaborazione strutturata tra le diverse Istituzioni che hanno competenze sul territorio.” spiega in una nota la coordinatrice Pamela Fini. “Non crediamo che esista una soluzione affidata a un unico soggetto. La sicurezza, la gestione del parco, la manutenzione, l’illuminazione, la prevenzione e il controllo del territorio richiedono competenze differenti. Per questo riteniamo fondamentale integrare le competenze della Regione, del Comune e delle Forze dell’Ordine e costruire insieme una strategia condivisa.”

Parco Abbé Henry
Parco Abbé Henry

Le problematiche del Parco sono state portate all’attenzione della Giunta comunale, dei capigruppo di maggioranza e della Questura. 

“Desideriamo ringraziare la Dott.ssa Lo Surdo perché, a seguito dell’incontro, ha immediatamente attivato alcune misure.
È un segnale importante di attenzione e collaborazione istituzionale. Tuttavia, l’evoluzione di un fenomeno che si è progressivamente intensificato negli anni dimostra che è necessario fare un passo ulteriore e mettere insieme tutte le competenze disponibili.”

Da qui nasce la richiesta di un incontro istituzionale congiunto, possibilmente accompagnato da un sopralluogo presso il Parco Abbé Henry, nelle aree limitrofe, nel sottopasso di accesso alla ciclabile lungo la Dora e presso gli impianti sportivi interessati dalle criticità.

“L’obiettivo non è soltanto analizzare nuovamente i problemi, ma arrivare a una definizione condivisa di interventi, competenze, modalità operative e tempistiche” scrive ancora il Comitato.

Il Comitato auspica  che la vice sindaca Valeria Fadda possa organizzare in tempi brevi l’incontro richiesto, coinvolgendo Regione, Comune e Forze dell’Ordine, per arrivare a una strategia condivisa sul Parco Abbé Henry e sulle aree circostanti.

“L’obiettivo finale è quello di garantire che il parco, il quartiere e le strutture sportive possano essere luoghi sicuri, curati, decorosi e pienamente fruibili da residenti, famiglie, bambini e ragazzi”.

 

3 risposte

  1. illuminazione, videosorveglianza, recintare e tenerlo blindato la notte, come moltissimi dei grandi parchi cittadini delle grandi metropoli

  2. Rimarcare i problemi va bene, significa mostrare interesse nei riguardi di alcuni problemi che inevitabilmente si vengono a creare nelle strutture a libero accesso.
    Ma la risoluzione di questi abbisognano anche di idee concrete.
    Chi sorveglia il parco di notte quando orde di ragazzi poco avvezzi al rispetto della cosa pubblica invadono i prati lasciando cocci di vetro delle bottiglie rotte di proposito, come a marcare il territorio alla stessa stregua dei cani che urinano ad ogni angolo come a dire: qui è roba mia, infischiandosene di quei bambini di 3 o 4 anni che l’indomani andranno a giocare là dove loro hanno seminato i vetri?

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