Come da programma, l’eclissi di Sole c’è stata. Ma in Valle d’Aosta in pochi possono dire di averla vista. Dopo giorni passati a studiare la posizione migliore per osservare il fenomeno, a cercare gli ormai introvabili occhiali certificati e, per i più attrezzati, i filtri per le macchine fotografiche, valdostani e turisti si sono dovuti arrendere alla realtà: il cielo era nuvoloso praticamente ovunque.
Le previsioni meteo lo avevano annunciato, ma la speranza è l’ultima a morire. E infatti in tanti sono comunque saliti in quota, soprattutto verso Pila e Ozein, indicate tra le zone più favorevoli per seguire l’eclissi. Coperte stese sui prati, qualcosa da mangiare nell’attesa del momento migliore, occhiali pronti: c’era tutto. Mancava solo il Sole.
Gli ambiti occhialini sono così rimasti chiusi negli zaini, insieme alle scatole di cartone costruite appositamente per osservare il fenomeno in sicurezza e a diversi scolapasta. Tanta la delusione, e anche un po’ di invidia per chi, da qualche punto più fortunato, è riuscito invece a intravedere qualcosa tra le nuvole.

Tra i punti con maggiore visibilità, c’è Punta Regina, tra la Valle di Gressoney e la Val d’Ayas: qui la copertura nuvolosa ha lasciato qualche spazio in più e il Sole, parzialmente nascosto dalla Luna, è riuscito finalmente a mostrarsi.
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Eclissi da Punta Regina Foto di Hilde Squinobal
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Eclissi da Punta Regina Foto di Hilde Squinobal
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Eclissi da Punta Regina Foto di Hilde Squinobal
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Eclissi da Punta Regina Foto di Hilde Squinobal
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Eclissi da Punta Regina Foto di Hilde Squinobal
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Eclissi da Punta Regina Foto di Hilde Squinobal
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Eclissi da Punta Regina Foto di Hilde Squinobal
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Eclissi da Punta Regina Foto di Hilde Squinobal
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Eclissi da Punta Regina Foto di Hilde Squinobal
Per avere un’altra occasione non bisognerà comunque aspettare troppo. Il 2 agosto 2027 una nuova eclissi di Sole sarà visibile anche dall’Italia, questa volta con le condizioni migliori soprattutto nelle regioni meridionali.
L’eclissi in Spagna

Se in Valle d’Aosta vedere l’eclissi è stato pressoché impossibile, in Spagna – uno dei luoghi migliori per osservare il fenomeno – le condizioni meteorologiche sono state decisamente più favorevoli. In tanti, infatti, avevano deciso di raggiungere la penisola iberica proprio per assistere all’evento e fotografarlo. Tra loro c’era anche il valdostano Francesco Cossard, autore dello scatto che accompagna l’articolo, che ha organizzato il viaggio appositamente per l’eclissi.
“Il viaggio è stato preparato con mesi di anticipo – racconta – ed è stato necessario raggiungere il luogo in macchina per poter portare tutta l’attrezzatura”. Anche la scelta del punto di osservazione è stata studiata nel dettaglio: “Utilizzando l’applicazione PlanIt Pro, uno strumento specifico per la pianificazione di fotografie astronomiche e di paesaggio, ho individuato la zona ideale nel Deltebre: un’area completamente pianeggiante e paludosa, perfetta per avere l’orizzonte del tutto libero”.
Realizzare la fotografia, però, non è stato semplice. Da una parte c’era la necessità di proteggere il sensore della fotocamera dalla luce del Sole, dall’altra l’impossibilità di sapere con certezza come si sarebbero presentate le condizioni al momento dell’eclissi. E, soprattutto, non c’era la possibilità di fare prove. “L’esecuzione dello scatto ha presentato diverse difficoltà, legate soprattutto all’impossibilità di esercitarsi prima, data la straordinaria rarità delle eclissi totali”, spiega.
La fotografia finale è infatti il risultato di diverse fasi. Durante la parzialità, sul telescopio è stato applicato un filtro solare per proteggere il sensore. All’inizio della totalità, invece, il filtro doveva essere rimosso rapidamente: nel punto scelto da Cossard, la fase totale è durata appena un minuto e venti secondi. “In questa breve finestra temporale ho scattato in bracketing, realizzando cioè sequenze di immagini con esposizioni diverse. Questa tecnica è indispensabile per catturare l’intera gamma dinamica della corona solare, impossibile da registrare con una singola esposizione”.
Le diverse immagini sono state poi unite in HDR, fino a ottenere lo scatto finale che mostra i diversi momenti dell’eclissi.












