Il Mycoplasma capricolum la probabile causa della morte di 20 capre ad Arvier. “La normativa non prevede indennizzi”

A spiegarlo è una nota dell’Azienda Usl, che, dopo gli approfondimenti diagnostici effettuati con il supporto dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, ha escluso la presenza di pleuropolmonite contagiosa e di altre malattie trasmissibili di competenza dell’Autorità sanitaria previste dal Regolamento (Ue).
Capre Daniele Perrier
Società

È con ogni probabilità il Mycoplasma capricolum la causa della morte delle 20 capre di Daniele Perrier, allevatore di Arvier. A spiegarlo è una nota dell’Azienda Usl, che, dopo gli approfondimenti diagnostici effettuati con il supporto dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, ha escluso la presenza di pleuropolmonite contagiosa e di altre malattie trasmissibili di competenza dell’Autorità sanitaria previste dal Regolamento (Ue).

Il Mycoplasma capricolum, prosegue la nota dell’Usl, “non rientra tra quelle malattie per le quali è prevista l’applicazione delle misure sanitarie e dei conseguenti indennizzi previsti dalla normativa”.

La gestione clinica dei capi rimasti è pertanto proseguita sotto la responsabilità del veterinario libero professionista scelto dall’allevatore, attraverso l’impiego di un trattamento antimicrobico adeguato, che ha prodotto un rapido e significativo calo della mortalità nel gregge.

Venti capre morte e produzione dimezzata: un allevatore chiede aiuto

09 agosto di Nathalie G

 

Da metà marzo 2026, nel giro di poche settimane, Daniele Perrier ha perso trenta capre produttive del suo allevamento di Arvier. Venti sono morte per cause che, nonostante gli accertamenti, non sono ancora state individuate; altre dieci hanno contratto la mastite e non possono più essere munte. “Si accasciavano a terra, non mangiavano e non bevevano. Nel giro di una settimana sono morte tutte”, racconta l’allevatore, che da allora deve fare i conti con un pesante calo della produzione. “Prima mungevo 130 litri, ora arrivo a 50: meno della metà”.

La causa della moria, a oggi, resta sconosciuta. “Abbiamo fatto diversi accertamenti, anche con l’Azienda Usl, ma non è stata riconosciuta una patologia specifica”. Non è stata confermata neppure l’ipotesi iniziale della presenza nel latte di un batterio del genere Mycoplasma. “In sostanza, per l’Usl il problema non c’è” ci spiega Perrier.

L’assenza di una diagnosi impedisce però all’allevatore di accedere agli aiuti regionali per acquistare nuovi capi, ricostituire il gregge e affrontare le conseguenze dell’emergenza.

Da qui la decisione di rivolgersi alla comunità valdostana. Perrier ha lanciato un appello e aperto su GoFundMe la raccolta fondi “Aiutateci a far ripartire il nostro allevamento”. “Non mi piace chiedere soldi, ma mi hanno convinto. Penso che tanti piccoli aiuti possano permettermi di recuperare almeno una parte di ciò che ho perso e che continuo a perdere, salvaguardando la mia azienda”.

La raccolta ha già superato i 2.800 euro. I contributi serviranno a sostenere le spese veterinarie e quelle per gli accertamenti diagnostici ancora in corso, a curare gli animali malati e a cominciare a ricostituire il gregge.

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