Dalla palestra dell’Olimpia Aosta alla nazionale junior francese: la strada in pedana di Eleonora Ratti

Dalle pedane calcate come atleta nel momento d'oro delle società valdostane a una vita da allenatrice: l'ex stella della ginnastica valdostana ora fa brillare la Francia
Eleonora Ratti
Sport

È appena tornata da Zagabria, con negli occhi ancora le pedane dei suoi primi Campionati europei. Per Eleonora Ratti, però, quella croata è stata molto più di una trasferta internazionale: è stato il primo grande appuntamento della sua nuova vita professionale. Da gennaio è infatti la responsabile nazionale del settore junior della ginnastica francese.

“La nouvelle è proprio questa: da gennaio sono stata nominata responsabile nazionale del settore junior; quindi, questo era il mio primo appuntamento importante con questa nuova missione”. Una responsabilità che, più dello stress della gara, si è fatta sentire nella gestione del gruppo: “Soprattutto per la gestione di questo gruppo, ginnaste e allenatori”.

A Zagabria è arrivato anche il risultato cercato. Nonostante gli infortuni e una preparazione complicata, la squadra francese ha raggiunto l’obiettivo: “Ci siamo preparati tanto, abbiamo lavorato duramente in un periodo in cui tutti sono in vacanza e le temperature in palestra sono arrivate fino a 38 gradi. Purtroppo, abbiamo avuto qualche infortunio, quindi la preparazione non è stata delle più facili, ma è sempre nella difficoltà che si tira fuori il carattere. Ci abbiamo creduto fino alla fine e il risultato di squadra, che era l’obiettivo principale, è arrivato”.

Un risultato che sembra chiudere un cerchio iniziato molti anni fa in una palestra di Aosta, quando Eleonora era una giovane ginnasta dell’Olimpia Aosta e non una qualunque, ma una che a testa bassa lavorava più per la squadra che per il suo risultato personale, anche se poi il risultato personale arrivava sempre, grazie al talento e alla costanza. È lì che ha scoperto la sua vera vocazione: “Mi sono ammalata di ginnastica, ancora di più da allenatrice che da ginnasta”.

All’Olimpia, la Ratti trascorre gli anni della giovinezza e comincia presto ad affiancare le allenatrici nel lavoro con le bambine più piccole; è il momento in cui capisce che la sua strada potrebbe essere dall’altra parte della pedana: “Dopo svariati anni in società, ho iniziato ad aiutare le mie allenatrici con le bimbe più piccole e da lì è scattato qualcosa in me”.

Eleonora Ratti
Eleonora Ratti

La passione diventa una scelta di vita, anche quando studia a Milano, organizza il tempo intorno alla ginnastica: “Cercavo di tornare il prima possibile per andare all’allenamento il venerdì e in gara il fine settimana. E così ho iniziato ad organizzare i miei ritmi di vita in base alla ginnastica”.

Quando decide di trasformare quella passione in un mestiere, però, si accorge che in Italia le possibilità sono limitate; dopo aver completato le formazioni disponibili, sentiva soprattutto il bisogno di fare esperienza sul campo perché “sapevo che mi mancavano esperienza e conoscenze” e così a indicarle una possibile strada è Alisée Dal Santo, anche lei legata all’Olimpia e a quella generazione d’oro della ginnastica artistica valdostana. È proprio un suo consiglio a spingerla verso la Francia: “Alisée mi aveva detto che in Francia il sistema di formazione era davvero completo, ragione in più per tentare di andare Oltralpe”.

Nel 2014 Eleonora parte e scopre un mondo professionale molto diverso da quello italiano: “Ero sconvolta nel vedere quanti posti di lavoro con un vero contratto fossero disponibili in Francia e, soprattutto, nel rendermi conto che quello dell’allenatore è considerato un vero mestiere, non solo un passatempo, nel sistema sportivo e sociale francese.”.

L’idea iniziale era di fermarsi un anno e poi, eventualmente, tornare, ma il percorso dell’ex ginnasta prende un’altra direzione e così, dopo aver mandato il curriculum a diversi club, decide di ripartire da zero, entrando in una piccola società che non era nemmeno affiliata alla federazione francese. Nel frattempo, insieme ad Alisée, segue un percorso di formazione e consegue un diploma di Stato. È quella formazione ad aprirle la porta del Pôle di Saint-Étienne, centro di alto livello dove si allenano ginnaste provenienti da tutta la Francia. Ed è sempre lì che Eleonora lavora ancora oggi, dal 2017.

Una vita cresciuta insieme alla carriera, fino alla nomina ai vertici del settore junior francese. Un traguardo che, guardando indietro, non era affatto scontato: “No, assolutamente non ho sempre pensato di poter lavorare in questo campo, anzi, devo ammettere che crederci è stato difficile, provarci forse ancora di più, ma ne è valsa la pena e sono cosciente che vivere della propria passione sia un privilegio”.

Partire da Aosta, per Eleonora, non significava soltanto cambiare società o paese, ma anche scommettere sulla possibilità di trasformare una passione in un lavoro, una scommessa in cui la Valle d’Aosta è rimasta una parte importante, così come il ricordo di una generazione cresciuta all’Olimpia Aosta, sotto la presidenza di Fabiano Frison, anche se la sua vita ora è altrove.

L’Italia non è una porta chiusa, ma nemmeno una promessa: “Non so se sarebbe stato possibile fare la stessa cosa in Italia, di sicuro non quando sono partita nel 2014. Ora le cose sono cambiate, ma sono via da troppo tempo, non mi rendo conto. Il mio cuore rimane italiano, ma la Francia mi ha aperto le porte e mi ha dato tante opportunità. È ovvio che l’Italia resti casa, e forse, un giorno, chissà!”.

Per ora ci sono la Francia, Saint-Étienne e una nuova responsabilità nazionale. E c’è quella ragazza dell’Olimpia Aosta che, molti anni fa, aveva deciso di partire per un anno.

Quell’anno, però, non è mai finito.

Eleonora Ratti
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