Ottant’anni di pallavolo italiana, celebrati attraverso la storia e i protagonisti del movimento valdostano. Oggi, sabato 12 settembre, la sala Maria Ida Viglino di palazzo regionale ad Aosta ha ospitato la tappa locale dei festeggiamenti per gli 80 anni della Federazione Italiana Pallavolo, nata il 31 marzo 1946.
La FIPAV ha scelto di portare le celebrazioni direttamente nei territori, affidando ai Comitati regionali il compito di raccontare una storia costruita non soltanto attraverso i grandi risultati delle Nazionali, ma soprattutto grazie al lavoro quotidiano di società, dirigenti, tecnici, atleti, arbitri, volontari e famiglie.
Un concetto ribadito anche dal presidente nazionale Giuseppe Manfredi, intervenuto con un videomessaggio in apertura dell’incontro. “Vogliamo festeggiare questi 80 anni in periferia, nei Comitati che sono la parte più importante per tutti noi“, ha sottolineato, ringraziando volontari e famiglie e ricordando come la Federazione sia in continuo movimento e continui a crescere e a fare attività.
È stato questo anche il filo conduttore della giornata valdostana, che ha ripercorso alcune delle tappe più significative della pallavolo locale: dalle esperienze di Châtillon e Saint-Vincent alla lunga storia della Cogne Aosta nel settore femminile, fino allo sviluppo del movimento maschile e, negli anni più recenti, del beach volley. Tra le figure ricordate, anche Giorgio Moro e Dino Pressendo, insieme al ruolo fondamentale degli arbitri, senza i quali l’attività non potrebbe esistere.
A tracciare il quadro attuale del movimento è stato il presidente della FIPAV Valle d’Aosta Jean-Marie Truffa. La pallavolo valdostana può oggi contare su una squadra femminile in Serie B1, nella Serie D piemontese, un settore giovanile strutturato e diversi atleti che proseguono il proprio percorso fuori Valle a livelli più alti.
Nel ricordo della Serie A raggiunta in passato dalla pallavolo valdostana, Truffa ha però evidenziato come oggi un eventuale salto di categoria richieda condizioni molto diverse rispetto a quelle di un tempo: non soltanto qualità tecnica, ma investimenti economici, risorse umane e strutture adeguate. Proprio gli impianti rappresentano uno dei principali limiti, dal momento che ad Aosta la palestra utilizzata per i campionati può ospitare al massimo una formazione di Serie B1.
Il cuore delle celebrazioni è stato poi dedicato alle società e alle persone che hanno costruito la storia del volley regionale.
Tra le realtà premiate per oltre sessant’anni di attività la CCS Cogne Aosta Volley, affiliata dal 1953, e la Volley Olimpia Aosta, affiliata dal 1963. A ritirare i riconoscimenti sono stati rispettivamente Gianpaolo Marcoz e Fabio Mastrolorenzi.
Due società che rappresentano ancora oggi punti di riferimento del movimento valdostano: la Cogne con la propria lunga tradizione nel settore femminile e con la prima squadra in Serie B1, l’Olimpia come unica società maschile affiliata in Valle d’Aosta, impegnata nella Serie D e nei campionati giovanili.
A fare da ponte tra la dimensione locale e quella nazionale sono stati anche i videomessaggi dei commissari tecnici delle due Nazionali azzurre. Julio Velasco ha ricordato il valore del lavoro portato avanti negli anni da società e volontari, sottolineando quanto la crescita della pallavolo italiana sia stata resa possibile anche da chi opera lontano dai riflettori. Ferdinando De Giorgi ha invece evidenziato come gli 80 anni della Federazione siano il risultato di un percorso costruito passo dopo passo da persone accomunate dalla stessa passione, dalle piccole realtà territoriali fino alle Nazionali.
La giornata è stata anche l’occasione per riportare alla memoria gli anni nei quali la pallavolo valdostana raggiunse la Serie A. A raccontarli sono state Giuseppina Casarico e Carla Sinico, protagoniste di quella stagione sportiva, insieme a Gabriele Centelli, per quasi mezzo secolo figura di riferimento del movimento.
Casarico ha ricordato l’arrivo ad Aosta alla fine degli anni ‘60 e il successivo percorso da giocatrice e allenatrice, soffermandosi soprattutto sul valore educativo dello sport e sull’importanza, per i più giovani, di divertirsi prima ancora di pensare al risultato.
Sinico ha riportato invece il pubblico agli anni della Serie A, quando la Cogne riuscì a raggiungere anche il quarto posto. Un’epoca fatta di trasferte in treno e di ferie da chiedere sul posto di lavoro per poter disputare le partite. Dopo un primo ritiro, tornò poi in campo continuando a giocare fino a 38 anni.
Centelli ha ripercorso una storia iniziata nel 1966 e proseguita fino al 2012, prima come giocatore e poi come dirigente e presidente del Comitato valdostano, ricordando anche le edizioni del Trofeo delle Regioni ospitate in Valle d’Aosta e il rapporto costruito negli anni con il resto del movimento nazionale.
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Premiazine FIPAV Manzini Marcoz
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Premiazine FIPAV Marcoz Dondeynaz
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Premiazine FIPAV Matrolorenzi Arizio
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Premiazine FIPAV Matrolorenzi Sapinet
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Premiazine FIPAV Premazione a Roberto Arbaney ritiro premi figlie e moglie
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Premiazine FIPAV Premio a Renato Godio Moglie Alida e figlia Chantal
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Premiazine FIPAV Squadra pallavolo femminile serie A
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Premiazine FIPAV Tutti i premiati
Spazio infine ai riconoscimenti dedicati alle persone che hanno lasciato un segno nella pallavolo locale.
Sono state consegnate due medaglie alla memoria: una a Renato Godio, autore del volume “Cinquant’anni, il volo delle aquile”, ritirata dalla moglie Alida Crétier e dalla figlia Chantal; l’altra a Roberto Arbaney, autore di “La nostra pallavolo”, ritirata dalla moglie Cinzia e dai figli Michel e Nicole.
Premiati anche Luciano Arizio, Pietro “Piero” Manzini e Armando Lodi, mentre un riconoscimento è stato dedicato anche alla storica formazione della Pallavolo Cogne capace di raggiungere la Serie A.
Proprio Lodi ha affidato alle nuove generazioni una delle frasi conclusive della giornata: “Solo sul vocabolario successo viene prima di sudore” Gli 80 anni della FIPAV sono diventati così l’occasione per guardare indietro, alle persone e alle società che hanno costruito il movimento valdostano, ma anche per fotografarne il presente e le prospettive future. Una storia che continua a vivere nelle palestre, nei settori giovanili e nel lavoro quotidiano di chi porta avanti la pallavolo in Valle d’Aosta.
















