William Boffelli mette il proprio nome nell’albo d’oro del Trofeo Kima. Il portacolori del Team Kailas Fuga ha conquistato sabato 22 agosto la 23ª edizione della grande classica della Val Masino, uno degli appuntamenti più prestigiosi e tecnici dello skyrunning internazionale.
Boffelli ha corso i 52 chilometri del percorso, con circa 4.200 metri di dislivello positivo, in 6h07’43”, precedendo Mattia Bertoncini, secondo in 6h12’38”, e Federico Nicolini, terzo in 6h17’04”. Un podio tutto italiano, dopo alcune edizioni nelle quali il successo era andato ad atleti stranieri.
Il Trofeo Kima si corre ogni due anni e per Boffelli era un appuntamento speciale, preparato con la consapevolezza di avere davanti una gara capace di segnare una carriera.
“È stata una gara bellissima ed è una gara che per me vale una stagione, anzi vale una carriera. È una gara che si fa ogni due anni ed è la più importante gara di skyrunning che si possa fare nel mondo. Inserire il mio nome nell’albo d’oro di questo trofeo è sicuramente un sogno”.
Boffelli arrivava alla partenza del Kima dopo una stagione ricca di vittorie e con aspettative elevate e su di lui pesava la pressione di essere il grande favorito. “Quest’anno ho vinto praticamente tutte le gare, quindi ero il grande favorito. Avevo parecchia pressione addosso, non è stato facile anche gestirla”.
La gara decisa nella parte tecnica
La prima parte della prova ha visto un gruppo numeroso di atleti contendersi le prime posizioni e la selezione è arrivata progressivamente nel corso della gara, fino a lasciare davanti i tre italiani.
“Eravamo in tanti che potevano lottare per la vittoria. All’inizio eravamo un gruppo di dieci, poi pian piano ci siamo scremati fino a rimanere in tre, tutti italiani. È una cosa bella, perché erano alcune edizioni che il Kima veniva vinto dagli stranieri”.
La svolta è arrivata nella parte più tecnica del percorso, quando Boffelli ha deciso di attaccare.
“Dai tre quarti di gara ho sferrato l’attacco decisivo sulla parte un po’ più tecnica delle catene. Quando ho visto che si apriva un buco, non mi sono più girato, ho spinto fino alla fine”.
Il vantaggio costruito gli ha permesso di presentarsi nell’ultima parte della gara con un margine importante, ma anche con la possibilità di provare a mettere nel mirino il record del percorso.
Il primato maschile appartiene a Finlay Wild, che nel 2024 ha fermato il cronometro a 6h05’04”, migliorando il precedente record di Kilian Jornet.
Boffelli, durante la gara, si è trovato anche vicino a battere il record
“Ero sotto il record di circa due minuti. Ho provato anche a spingere come un matto per fare il record”.
Il record sfuma nell’ultima discesa
Il nuovo record della gara era alla portata nonostante le condizioni molto diverse rispetto alle precedenti edizioni. Le alte temperature avevano infatti lasciato senza neve alcuni tratti che normalmente vengono affrontati scivolando sui nevai.
“Pensavo che non fosse possibile, perché quest’anno non c’era neve. Nelle prime due o tre discese, dove gli altri anni si scivolava sulla neve, quest’anno era tutta una pietraia. Pensavo fosse infattibile, però siamo andati veramente forte”.
Nell’ultima discesa, però, sono arrivati il terreno bagnato e un errore di percorso che hanno fatto svanire il vantaggio sul record.
“Mi sono ritrovato sotto il record nell’ultima discesa, però è piovuto, penso per dei temporali nei giorni prima e non si stava in piedi. Mi sono preso qualche rischio di troppo e ad un certo punto ho fatto un taglio sbagliato nel bosco che mi ha portato fuori dal percorso”. In pochi minuti il margine è completamente cambiato. “Lì mi sono ritrovato dall’essere due minuti avanti al record all’essere due minuti dietro. Peccato che sia sfuggito però l’importante è che sia arrivata la vittoria”.
Il cronometro si è fermato a 6h07’43”, a 2’39” dal primato di Wild. Il record è sfumato, ma non la vittoria, quella che Boffelli considera il punto più alto della propria carriera.
“Per me è stato veramente il coronamento di una carriera. Da adesso tutto quello che viene è tutta roba in più”.
Il recupero sarà ora la priorità, ma la voglia di tornare al Kima è già presente. La prossima edizione sarà nel 2028 e Boffelli non esclude di riprovarci.
“Adesso pensiamo a recuperare e chi lo sa che tra due anni non possa tornare al Kima e provare ad abbattere il fatidico muro delle sei ore”.

Al femminile Roberta Jacquin ha chiuso la gara al terzo posto in 7h54’42”, alle spalle della francese Hillary Gerardi, vincitrice in 7h25’54”, e della francese Lucille Germain, seconda in 7h32’04”. L’americana non solo centra la sua quarta vittoria consecutiva, ma abbassa anche il suo stesso record di (7h30’38’’).
Per Jacquin, portacolori dell’ASD Pegarun Pegacross, arriva così un altro risultato di prestigio al termine di una stagione ricca di soddisfazioni. A luglio Jacquin si è infatti laureata Campionessa italiana FISky di SkyMarathon, imponendosi alla Pizzostella Skyrunning, Con il suo podio Jacquin diventa la seconda atleta della Valle d’Aosta a salire sul podio femminile del Trofeo Kima, raggiungendo Gloriana Pellissier, che l’ha corsa in più edizioni ed è stata vincitrice dell’edizione del 2000. Un altro podio internazionale in una stagione che l’ha vista protagonista nelle gare più tecniche e selettive del panorama italiano.
I risultati completi della gara qui.






