“Sta andando bene!”, “I numeri sono in crescita rispetto alle estati precedenti”, “Se non sarà di più, pensiamo comunque di pareggiare con l’anno scorso. Non ci possiamo lamentare, finora è stata veramente una buona stagione. Speriamo che questi flussi di visitatori continuino”.
A parlare sono i portavoce del comparto turistico delle principali valli laterali della Bassa Valle d’Aosta: i delegati Adava di Champorcher, Gressoney e Ayas, concordi nel tracciare un bilancio molto positivo della stagione estiva in corso e fiduciosi anche per le settimane a venire.
Nella Valle d’Ayas si è registrato, a luglio, un aumento del 5% rispetto allo scorso anno, e anche a Champorcher l’afflusso turistico di luglio è stato leggermente sopra la media degli altri anni. A Gressoney, l’occupazione si attesta intorno al 90%. “È un valore molto alto per le località di Gressoney-La-Trinité e Gressoney-Saint-Jean, considerando la media dell’intera valle” spiega Emilio Cugnetto, rappresentante Adava di Gressoney e titolare dell’Ellex Hotel di Gressoney-La-Trinité “Ci sono strutture già al completo e altre che devono ancora riempirsi, ma avere oggi un’occupazione intorno al 90% ci fa dire che agosto sta andando molto bene”.
E’ stato il caldo a spingere le persone in montagna?
Secondo Alessia Gontier e Herman Buchan, rappresentanti Adava rispettivamente di Champorcher e di Ayas, nonché titolari, lei dell’Affittacamere Li Tzatagni Pontboset e lui dell’Hotel Castor di Champoluc, le alte temperature hanno inciso in modo significativo sull’andamento della stagione, pur non trattandosi per nulla, ovviamente, di una condizione positiva di per sé.
“Sicuramente il caldo ha aiutato. Abbiamo visto persone che sono salite anche solo per una notte, per scappare uno o due giorni dal caldo, e non necessariamente durante il weekend” testimonia Gontier “Questo probabilmente ha contribuito a rendere luglio migliore rispetto agli altri anni”.
“Tanti non ce la fanno più a sopportare questo caldo di 40° e quindi decidono di venire qua prenotando all’ultimo” concorda Buchan.
Di diverso avviso appare invece il delegato Adava di Gressoney, che individua soprattutto nella crescente attrattività della montagna e nell’offerta di eventi e iniziative sul territorio le ragioni dell’aumento delle presenze.
“Abbiamo notato l’impatto del forte caldo, però sinceramente quello che vediamo è che molte persone vengono qui primariamente per le unicità che offre il nostro paesaggio e per la cultura. Non attribuirei esclusivamente al caldo questo forte incremento della richiesta di soggiorni in montagna” commenta Cugnetto.
Più interesse per la montagna: più giovani e più stranieri
Ed è vero: l’interesse verso la montagna è in crescita, anche tra le fasce più giovani, e non solo per la temperatura.
A Gressoney, in particolare, la Monterosa Walserwaeg, gara di trail inserita nel circuito UTMB, ha portato nel periodo centrale di luglio corridori e accompagnatori da diverse parti del mondo. “È già il secondo anno che beneficiamo di questa opportunità”, racconta Cugnetto. “Ha portato persone un po’ da tutto il mondo e ha fatto sì che avessimo il periodo centrale di luglio con moltissime presenze”. In aggiunta, un riscontro positivo è arrivato anche dalla Festa della birra di giugno.

Per quanto riguarda i giovani, Cugnetto nota: “In passato erano spesso spinti dai nonni o dai genitori; oggi invece vediamo giovani e giovanissimi che arrivano anche autonomamente, utilizzando i mezzi pubblici, per fare escursionismo” E questo contribuisce alla divulgazione e alla conoscenza del territorio, visto che “sono loro che condividono video e immagini sui social” aggiunge.
Ugualmente, a Champorcher il pubblico sceglie la località soprattutto per escursioni e camminate, con alcuni visitatori che prolungano il soggiorno approfittando della vicinanza al Forte di Bard o al Castello di Issogne.
Però, per Ayas, il delegato evidenzia la necessità di ampliare e diversificare l’offerta della vallata, ancora prevalentemente orientata a un pubblico adulto, per intercettare nuovi visitatori, soprattutto tra i giovani. L’hotel Castor si impegna già in questo, organizzando escursioni guidate e attività in mountain bike. “Stiamo cercando di cambiare lentamente il nostro tipo di cliente” riporta Buchan “Sono ancora piccoli numeri, ma è un percorso sul quale bisogna continuare a investire”.
Esempio emblematico è “Jazz in Giardino… e non solo!”, la rassegna musicale organizzata dall’hotel, giunta quest’anno alla sedicesima edizione: “All’inizio arrivavano due o tre persone, mentre oggi abbiamo più di 50 spettatori per serata. È la prova che bisogna insistere e continuare”.
Anche sul fronte internazionale si intravedono segnali di cambiamento: la clientela resta prevalentemente italiana, soprattutto da Torino, Genova e Milano, ma quest’anno cresce la presenza straniera, con arrivi dalla Francia e dalla Svizzera, oltre che da Regno Unito, Belgio e Stati Uniti.
Un turismo sempre più last minute e di breve durata
Un altro elemento emerso durante la stagione riguarda le modalità di prenotazione, con una maggiore propensione al last minute rispetto agli ultimi anni. “Le prenotazioni sono arrivate in parte con largo anticipo, soprattutto da chi vuole garantirsi un soggiorno lungo, però c’è stata una parentesi abbastanza ampia di attendisti“, li definisce così Cugnetto. Una tendenza che, secondo il delegato, distingue il turismo estivo da quello invernale, quando i periodi di alta stagione vengono generalmente prenotati con maggiore anticipo.
Anche la durata dei soggiorni rappresenta un elemento da osservare. “I soggiorni estivi sono tendenzialmente brevi, ad esclusione del periodo di Ferragosto, dove abbiamo molte permanenze di una settimana o anche più lunghe”, riporta sempre Cugnetto. La durata varia inoltre in base alla zona e al tipo di turismo: nelle località più a valle prevale ancora la villeggiatura, con permanenze più lunghe, mentre salendo verso le montagne sono più numerosi alpinisti e sportivi, la cui presenza si traduce però spesso in soggiorni brevi.
“Abbiamo ancora delle lacune nell’occupazione infrasettimanale e parecchi soggiorni “mordi e fuggi”, brevi o brevissimi” continua “Sarebbe importante riuscire a colmare i vuoti durante la settimana, in particolare a giugno, e aumentare la durata media del soggiorno”.
Anche a Champorcher agosto si sta rivelando “un po’ più last minute del solito”, osserva la delegata, confermando la tendenza a soggiorni più brevi. “Solitamente d’estate chi sceglie il nostro comprensorio lo fa per fermarsi tre o quattro giorni, soprattutto per escursioni e camminate”. Una situazione molto diversa rispetto al passato, quando non erano rare permanenze di uno o due mesi: “Adesso abbiamo persone che si fermano per periodi brevi, altre una settimana o due, per godere della freschezza e della bellezza della montagna. Ma clienti che rimangono un mese o due sono ormai molto rari” nota Buchan.
Il cambiamento riguarda anche il budget: gli operatori descrivono una clientela più attenta a quanto spende, senza necessariamente spendere meno. “C’è forse un po’ più di attenzione sulla spesa” ammette Gontier. Una sensazione condivisa anche da Buchan, che segnala una maggiore attenzione al risparmio e, in alcuni casi, la rinuncia a servizi aggiuntivi.
Ferragosto verso il tutto esaurito
Per Ferragosto, ormai, trovare posto è difficile. A Champoluc la disponibilità è praticamente esaurita, e anche a Gressoney le strutture registrano livelli di occupazione molto elevati.
“Ferragosto? No, no, siamo al completo, abbiamo al massimo uno o due buchi”, dice Buchan. Anche Gontier conferma: “È tutto esaurito per agosto”.
A Gressoney, secondo Emilio Cugnetto, anche la parte restante del mese dovrebbe mantenersi su livelli elevati, seppure con qualche differenza tra le settimane. “La prossima settimana sarà ancora molto piena. Poi la terza settimana di agosto è un po’ più last minute e vedremo più sotto data se si chiuderà bene il mese”.
Agosto rimane un mese di turismo prevalentemente italiano, mentre la componente straniera acquista maggiore peso nei mesi di giugno e luglio che, secondo gli operatori, è complessivamente in crescita. A favorire questa crescita contribuisce anche la promozione del territorio, sia attraverso i canali istituzionali sia attraverso il passaparola sui social.
E per settembre?
Settembre è un mese caratterizzato da una maggiore incertezza rispetto ad agosto, con prenotazioni spesso sotto data e una forte dipendenza dalle condizioni meteo. Gli operatori, però, guardano al mese con ottimismo, anche alla luce di una tendenza alla crescita delle presenze rispetto agli anni precedenti.”E’ sempre un mese un po’ last minute, un punto interrogativo”, conferma Gontier, aggiungendo tuttavia che “negli ultimi anni è andato abbastanza bene, con buone presenze, e quest’anno ci sono già delle prenotazioni. Credo che, se il tempo tiene, non ci saranno problemi”.
Anche Cugnetto vede in questo mese un possibile spazio di crescita. “Settembre resta un mese soft, come giugno: l’occupazione è media e le tariffe non sono molto alte. Però è interessante notare che, mentre prima qualcuno decideva di non aprire, ora le strutture vogliono rimanere aperte”. Secondo il delegato, si sta quindi facendo strada una maggiore attenzione alla destagionalizzazione. “C’è la consapevolezza che la valle è bella anche al di fuori del periodo turistico classico, per chi ama il relax e i sentieri in tranquillità. Settembre è in crescita rispetto agli anni precedenti. È un mese in cui si può comunicare la cultura in maniera più efficace, fuori dal periodo caotico di agosto. Sia chi offre il servizio sia il turista hanno più tempo per approfondire la realtà naturale e culturale”.
Conclude fiducioso Buchan: “Stanno arrivando tante prenotazioni, quindi penso proprio che ci avvieremo verso una buona chiusura di stagione”.



