VIDEO Alla scoperta dei castelli valdostani

Ultima modifica: 19 Novembre 2019 16:38

Alla scoperta della storia e dei segreti del Castello di Fénis

Fénis - Un trionfo di torri, mura merlate e un imponente apparato difensivo formato da una doppia cinta muraria che attira lo sguardo del visitatore, senza troppi sforzi, catapultandolo in un’atmosfera dal fascino tipicamente medievale.

Il Castello di Fénis è sicuramente il castello più celebre della Valle d’Aosta grazie sopratutto al colpo d’occhio che ci regala: un trionfo di torri, mura merlate e un imponente apparato difensivo formato da una doppia cinta muraria che attira lo sguardo del visitatore, senza troppi sforzi, catapultandolo in un’atmosfera dal fascino tipicamente medievale.

Feudo della famiglia Challant, deve proprio a questi signori il prezioso apparato decorativo presente al suo interno: dal celebre affresco di San Giorgio che uccide il drago per salvare la principessa che svetta in cima allo scalone circolare nel cortile interno, alla cappella con la Madonna di Misericordia che sotto il suo manto protegge clero ed esponenti della famiglia Challant. Per non parlare poi del loggiato animato da una moltitudine di saggi e filosofi che tengono in mano cartigli in francese antico con massime morali, sentenze, proverbi. O ancora il monumentale e più tardo San Cristoforo, patrono dei pellegrini e viandanti. Affreschi eseguiti da importanti nomi dell’epoca, come il maestro della pittura tardo gotica Giacomo Jaquerio, pittore preferito di Amedeo VIII di Savoia e Giacomino da Ivrea, maestranze che solo una famiglia importante come quella degli Challant poteva permettersi, segno eloquente di prestigio feudale.

Il castello attraversò un lungo periodo di abbandono, durante il quale venne addirittura utilizzato come casa colonica, con stalle e fienili ubicati a ridosso delle pareti affrescate, fino a quando nella seconda metà dell’800 l’architetto D’Andrade lo acquistò e restaurò nelle parti più degradate, cercando di salvare il maniero da una rovina imminente.

Il castello venne poi investito dall’ondata medievalista promossa dal ministro dell’Educazione Nazionale Cesare Maria De Vecchi di Val Cismon: dal 1936, infatti, fu oggetto di pesanti interventi di restauro integrativo per poter accentuare la spiccata fisionomia medievale della dimora. De Vecchi aveva inoltre concepito una nuova destinazione d’uso per il castello: voleva farne il Museo del mobile valdostano. Ecco perché gironzolando tra le sue stanze scoprirete anche numerosi arredi e mobili lignei, non tutti valdostani e nemmeno originali del maniero, ma qui esposti.

Non lasciatevi incantare solo dal suo aspetto così cavalleresco, però: attraversate il barbacane, sfidate le figure apotropaiche che costituiscono la difesa magica del maniero, perdetevi tra le sue mura… ma prestate attenzione, dalle caditoie delle torri potrebbe sempre rotolare qualche pietra lanciata da intrepidi cavalieri pronti a difendere i Signori di Challant.


INDIRIZZO


ORARI

Ingresso accompagnato
L’ultima visita viene effettuata 30 minuti prima della chiusura.

  • Da aprile a settembre:
    dalle 9.00 alle 19.00, tutti i giorni
  • Da ottobre a marzo:
    aperto da martedì a domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00

 

PREZZI

Intero: € 7,00

Ridotto: € 5,00 (comitive di almeno 25 persone paganti, studenti universitari, convenzioni specifiche)

Ridotto minori: € 2,00 (ragazzi di età compresa fra 6 e 18 anni, scolaresche)

Gratuito:

  • bambini fino a 6 anni non compiuti
  • soggetti portatori di handicap in possesso della certificazione di cui alla legge 104/92 e loro accompagnatori
  • insegnanti e accompagnatori di scolaresche, in proporzione di 1 ogni 10 alunni.
  • possessori dell’Abbonamento Musei Piemonte e Lombardia

Possibilità di acquistare abbonamenti per la visita di diversi siti direttamente presso la biglietteria del castello.

Commenta questo articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>