VIDEO Alla scoperta dei castelli valdostani

Ultima modifica: 19 Novembre 2019 11:35

Castello Reale di Sarre, dimora di caccia e casa di villeggiatura dei Savoia

Sarre - Non solo il primo Re d’Italia ma anche i suoi successori, e le rispettive consorti, soggiornarono al Castello Reale di Sarre che, con il passare degli anni, perse la sua primaria funzione per trasformarsi in una regale dimora di villeggiatura.


Visitare il Castello Reale di Sarre significa ritrovarsi nel momento in cui il Re cacciatore Vittorio Emanuele II di Savoia inglobò il maniero nel suo patrimonio privato. Il castello divenne un confortevole rifugio e quartier generale per le spedizioni venatorie che il Re intraprendeva nelle vallate di Cogne, Rhêmes e Valsavarenche, ora territori del Parco nazionale del Gran Paradiso.

Il racconto si incentra sulla presenza in Valle d’Aosta della famiglia Savoia, nel rapporto con il territorio alpino, attraverso la creazione delle riserve di caccia e la promozione delle prime iniziative di valorizzazione del nucleo originario del Parco Nazionale del Gran Paradiso, sul collegamento tra la residenza, intesa come luogo di svaghi estivi ma anche come sito di rappresentanza della corte, e gli altri siti abitati dalla corte sabauda sul territorio nazionale. Non solo il primo Re d’Italia ma anche i suoi successori, e le rispettive consorti, soggiornarono a Sarre che, con il passare degli anni, perse la sua primaria funzione per trasformarsi in una regale dimora di villeggiatura.

Immergetevi nella dimora di Umberto I, gironzolando per le sale del castello si avrà la sensazione di veder apparire il Re in persona davanti al camino nel salone, o di scorgere la Regina Margherita inginocchiata a pregare nei suoi appartamenti privati. Stupitevi di fronte alle originali decorazioni della Galleria e del Salone, il committente è Re Umberto I: dispose nuovi lavori al Castello, donò quasi tutti i mobili al Sindaco di Sarre perché fossero devoluti ai più bisognosi, facendo riallestire il Castello con nuovi mobili provenienti dai palazzi di Roma, Monza e Torino, ma soprattutto ridefinì l’aspetto della Galleria e del Salone rinnovando le decorazioni costituite corna di stambecchi maschi e di camosci.

Negli anni Trenta del Novecento, Sarre diventa invece la residenza estiva di Umberto II e Maria Josè e vengono commissionati lavori di adeguamento per rendere gli ambienti più confortevoli tramite l’installazione degli impianti elettrico, sanitario e di riscaldamento. La Regina di maggio amava particolarmente la Valle d’Aosta: una nuova e vivace stagione coinvolse dunque la residenza. Maria José rubò i cuori dei valligiani con la sua gentilezza, l’attenzione per i bisogni della gente del posto, la passione per la montagna e le sue doti alpinistiche di cui ha dato prova in una serie di imprese notevoli quali la traversata del ghiacciaio del Rutor, la salita a Capanna Margherita, al Colle del Gigante e l’ascensione sul Cervino compiuta con la sua guida, e amico, Albert Deffeyes. A Sarre “La Fée silencieuse” come la ricordava il poeta Edmond Trenta, era una mamma in villeggiatura, senza etichette e norme dinastiche.

Scoprire il castello Reale di Sarre significa “ripassare” la nostra storia moderna, dall’unità d’Italia all’avvento della Repubblica, una storia scritta nel bene o nel male dalla famiglia Savoia, una dinastia legata fin dalle sue origini alla Valle d’Aosta.

Indirizzo

Loc. Lalex, 11010 Sarre (AO)

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Orari di apertura

Lunedì 09–19
Martedì 09–19
Mercoledì 09–19
Giovedì 09–19
Venerdì  09–19
Sabato 09–19
Domenica 09–19

Contatti

0165 257539

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