Aosta saluta Maurizio Casale, il grafico e professore che inseguiva la bellezza

È morto a 77 anni Maurizio Casale, grafico, pittore e professore. Una vita, la sua, ad inseguire la bellezza. A trovarla, in realtà, e anche ad insegnarla ai suoi studenti ai quali - all’Istituto d’Arte prima e al Liceo artistico di Aosta dopo - è sempre stato legatissimo.
Maurizio Casale
En souvenir

L’aria elegante e un po’ svagata, ma l’occhio rapidissimo, pronto a cogliere ogni minimo dettaglio. Capace di trovare la bellezza in ogni segno, in ogni solco. In un’ombra, in un riflesso.

È morto a 77 anni, appena compiuti lo scorso 23 settembre, Maurizio Casale, classe 1949, grafico, pittore e professore. Una vita, la sua, ad inseguire la bellezza. A trovarla, in realtà, e anche a insegnarla ai suoi studenti ai quali, all’Istituto d’Arte prima e al Liceo artistico di Aosta dopo, è sempre stato legatissimo.

Dal passo deciso ed il baffetto caratteristico, Casale è stato un grafico pubblicitario apprezzato da sempre, dopo aver frequentato in gioventù – col senno di poi una scelta pionieristica – l’Istituto superiore per le industrie artistiche di Urbino, il mitologico “Isia”. Fucina di talenti e di pensieri, dove Maurizio si è appassionato alla grafica, ai caratteri tipografici, alle forme.

Ma anche alla sostanza, da uomo che sapeva parlare con tutti e di tutto. Dalla scrivania al computer, Casale ha attraversato le epoche, passando dall’editoria ai manifesti – anche per la Fiera di Sant’Orso – passando per la cattedra. Fino a portare i suoi alunni “fuori” dalle mura della scuola, come successo nel 2009, con il concorso internazionale Good50x70 vinto da due sue studentesse.

Recentemente, nel 2023, e sebbene la salute fosse messa a dura prova, Casale aveva continuato a cercare la bellezza, realizzando il design del ciondolo che l’Asiv – l’Associazione scultori e intagliatori valdostani – presenta da anni alla Fiera di Sant’Orso per raccogliere fondi per persone e famiglie in difficoltà.

Uomo garbato e di cultura, cui non mancava certo l’ironia. Citando, ad esempio, quegli artisti contemporanei cha ha sempre amato. Come quando è riuscito a realizzare, nell’allora Istituto d’Arte di via Matteotti, la mostra 1.20 m. Una scelta non banale, ispirata da una frase del grande Francis Picabia diventata allo stesso tempo un momento di surrealtà e un invito ai suoi alunni sull’importanza di saper guardare oltre. Perché sì, Maurizio, è proprio vero: “Coloro che pensano che l’infinito sia lungo un metro si sbagliano. L’infinito è lungo 1,20 metri”.

Maurizio lascia le due sorelle, Manuele e Mila. La camera mortuaria per un ultimo saluto Casale è aperta dalle 16 di oggi fino a lunedì mattina, 5 ottobre. Le esequie, sempre lunedì, sono previste al tempio crematorio di Aosta alle 11.40.

3 risposte

  1. Ciao Maurizio, quanti ricordi alla scuola d’arte! Grazie Luca per aver tracciato questo ritratto che gli calza a pennello.

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