Era conosciuto anche in Valle d’Aosta Jean Kouchner, giornalista e scrittore francese, morto negli scorsi giorni a 77 anni, dopo aver lottato contro un cancro che lo aveva colpito tempo fa. Viveva nel villaggio di Assas, nell’Hérault, ma a più riprese aveva visitato la nostra regione, convinto sostenitore della francofonia qual era, diventando anche Segretario generale, quindi Vice-presidente, dell’Union Internationale de la Presse Francophone.
Nel 2010, la sua bibliografia si era infatti arricchita del libro “L’odeur de la neige: aventures valdôtaines extraordinaires” patrocinato dal Consiglio regionale. Il volume ripercorre vicende di alpinisti e guide valdostani e non, alle prese con disavventure capitate tra i nostri monti. Storie non sempre a lieto fine, che lui – alla presentazione in biblioteca regionale – aveva commentato con: “Il mare, la montagna, perfino lo spazio sono il nostro banco di prova. L’umanità progredisce così, attraverso questa ricerca instancabile e inarrestabile”.
Secondo di due fratelli, era nato da Georges, medico a Fontenay-sous-Bois (figlio di deportati ebrei lettoni), e Léone Mauric, infermiera della Croce Rossa (proveniente da una famiglia protestante). Negli anni ’70, quando anche in Francia, come in Italia, si moltiplicano le opportunità d’informazione locale, Jean crea e dirige diverse emittenti radiofoniche. Approda poi a Radio France, quindi a France Télévisions, gli enti radiotelevisivi di Stato, dove diverrà caporedattore di diverse stazioni dei territori d’oltremare.
Negli anni ’90, persuaso dell’importanza degli aspetti deontologici della professione giornalistica (su cui aveva tenuto anche una conferenza, promossa dall’Uipf ad Aosta nel marzo 2008), era diventato Direttore della scuola di giornalismo di Montpeiller, il CFPJ. Aveva dedicato alla formazione anche varie missioni in Africa, in Asia e in medioriente, Palestina inclusa.
Una passione sfociata pure in numerosi lavori, nell’ambito del suo incarico da ricercatore associato all’Università di Montpeiller, riguardanti le radio di prossimità. E poi, l’amore per l’alpinismo, che lo aveva portato a camminare ovunque nel mondo. Già malato, ha pubblicato nel 2023 “Soleils d’or: le rêve d’Escaro”, ispirato dall’affaire Rey-Maupin, un fatto di cronaca accaduto nell’area metropolitana parigina nel 1994.
L’annuncio della scomparsa di Jean Kouchner, il giornalista con a cuore la condizione umana e la correttezza nell’esercizio della professione (ancorato a quei valori di sinistra propri della famiglia in cui è cresciuto), è stato dato dai figli, raccontando come il suo cammino terreno sia finito “calmement et entouré de ses proches”. Le esequie avranno luogo al centro funebre di Grammont, a Montpeiller.
