La comunità valdostana del clubbing piange un altro dei suoi protagonisti. Alex Virgili, 57 anni, dj alla console del Divina dalla seconda metà degli anni ’90 e fino alla chiusura del locale nel 2007, è morto alle prime ore di ieri, giovedì 13 agosto. Si era sentito male dopo cena, poi la corsa in Pronto soccorso, l’accesso nel giro di poco in sala operatoria, vista la gravità dell’aneurisma aortico emerso dai primi accertamenti, ma il tentativo di salvarlo è stato purtroppo vano.
Come tutta una generazione di disc-jokey valdostani, si era formato con la passione per la musica come motore e con la pratica a fianco di altri colleghi in console. Poi, gli esordi da solo, culminati nell’aver raccolto il testimone, al Divina (evoluzione del Moog’s), da Francesco “Ieia” Ierardi, con il patron Pierluigi Vacchiero, assieme al resto dello staff, a fare da attento regista affinché ogni serata riuscisse nel migliore dei modi.
Da lì, un percorso professionale che lo ha condotto in altri locali valdostani, tra i quali il Lidò di Sarre e il Pezzoli 1938 a Gressan. In seguito, con l’evoluzione della scena notturna, era rimasto attivo per dj-set in feste, matrimoni e altri eventi. Di recente, alla fine dello scorso giugno, era apparso all’evento “Dj chiama Aosta”, all’arena P8, assieme ai colleghi e amici di sempre.
Sono proprio loro, in queste ore, sgomenti dal dolore, a ricordare la persona (buona e sempre interessata al prossimo) e le sue qualità professionali. “Avevi un’incredibile conoscenza musicale, – scrive Luca Girasole, in un post social – una grande tecnica e soprattutto una passione per la musica che in tutti questi anni non ho mai ritrovato in nessun altro”. “Ciao DJ” è, invece, il commento di Andrea Tassotti, seguito dall’emoticon in lacrime.
Giampaolo “Bob” Sinisi, altro nome che ha fatto ballare generazioni di valdostani, ricorda invece come “questa estate maledetta e infame si sta portando via un amico dietro l’altro”, tanto che “non pensavo di dover sopportare così tanto dolore in così poco tempo”. Il riferimento è alla morte, appena il mese scorso, di Stefano Balbis, altra figura simbolo della “nightlife” valdostana tra gli anni Ottanta e Novanta.
Come a volte sfugge a chi non ha frequentato il pianeta delle discoteche, il funzionamento di un locale non è solo questione di chi mette i dischi e quali. Così, Ivan il folle, animatore e promoter, ricorda come fu proprio Virgili a invitarlo a “fare due chiacchiere col buon Gianni Bruna” (tra i pionieri dell’imprenditoria notturna in Valle), perché “convinto che con la mia parlantina, estro e conoscenza di molte persone, avrei potuto essere utile a promuovere e animare le serate nel locale in cui all’epoca facevi girare i tuoi vinili, l’Help di Sarre”.
Le notti, soprattutto in gioventù, sono tanta parte della vita. Dalla pista di una discoteca non raramente sono nate amicizie, amori, delusioni, cementando dinamiche umane che, spesso, continuano da quegli anni. Il disc-jockey, con la sua musica, è colui che ha aiutato tutto ciò ad accadere, toccando – con le canzoni scelte “leggendo” l’atmosfera sul dancefloor – le vite di tutti. E di ognuno. Per questo, dal diffondersi della notizia, in tanti piangono Alex Virgili. Viveva a Nus, con la moglie Serenella, che adorava e aveva conosciuto proprio al Divina.
I funerali si svolgeranno nella chiesa parrocchiale di Nus lunedì 17 agosto, alle 10. Il rosario verrà invece recitato, nella stessa chiesa, alle 20.30 di domenica 16 agosto. Alex Virgili lascia il papà Tonino.

