La Valle d’Aosta perde “un amico”. È morto all’età di 83 anni Enzo Bianchi, tra i fondatori della Comunità di Bose e grande estimatore della nostra regione. Un legame che la Valle d’Aosta aveva voluto suggellare nel 2014 conferendogli il titolo di Ami de la Vallée d’Aoste.
Nato nel 1943 a Castel Boglione, nell’Astigiano, dopo il diploma in ragioneria aveva intrapreso gli studi alla facoltà di Economia dell’Università di Torino. Durante gli anni universitari maturò le prime esperienze che lo avrebbero portato alla scelta monastica: insieme ad alcuni amici appartenenti a diverse confessioni cristiane partecipò alla nascita di uno dei primi gruppi biblici ispirati al rinnovamento promosso dal Concilio Vaticano II.
La svolta arrivò nel dicembre del 1965, quando Bianchi si trasferì in una cascina nella frazione di Bose, a Magnano, nel Biellese. Qui iniziò una vita di solitudine e preghiera. Nell’autunno del 1968 arrivarono i primi fratelli e sorelle, cattolici e protestanti, dando forma a una vita comunitaria fondata sul celibato, sulla preghiera e sul lavoro.
Nasceva così la Comunità monastica di Bose, riconosciuta nel 2000 come associazione privata di fedeli secondo il diritto canonico.
Bianchi ne fu priore fino al 2017. Nel 2020, al termine di una complessa vicenda interna alla comunità, il Vaticano dispose il suo allontanamento da Bose.
Accanto all’attività pastorale, Bianchi portò avanti una lunga attività di scrittore e intellettuale. Autore di numerosi libri e saggi, collaborò nel corso degli anni con importanti quotidiani e riviste.
Il rapporto con la Valle d’Aosta risale a oltre venticinque anni fa. Bianchi aveva trovato nel Forte di Bard un luogo particolarmente vicino alla propria idea di cultura come incontro e confronto.
Per diversi anni aveva coordinato i Colloqui del Forte, una serie di appuntamenti che avevano portato in Valle personalità del mondo della cultura, del giornalismo, dello spettacolo e dell’imprenditoria. L’ultima presenza a Bard risale alla primavera del 2025, quando aveva presentato il suo libro Fraternità.
“Ricordiamo con affetto Enzo Bianchi (1943-2026), fondatore della Comunità di Bose e recentemente della Fraternità della Madia, figura centrale del cattolicesimo contemporaneo e del dialogo ecumenico, scomparso oggi – è il ricordo affidato ai social dal Forte di Bard –. Saggista e fine intellettuale, ha saputo parlare a credenti e non credenti. Il suo legame con il Forte di Bard si è espresso in anni di eventi culturali molto seguiti. Il Forte per lui è stato un avamposto di riflessione su temi come il silenzio, il dono e, da ultimo nella primavera del 2025, la “Fraternità”, lasciando un’impronta indelebile”.
Il cordoglio della Regione e del Consiglio Valle
Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, a nome suo personale e della Giunta regionale, esprime il più profondo cordoglio per la morte di Enzo Bianchi, fondatore della Comunità monastica di Bose e della Fraternità della Madia, scomparso oggi all’età di 83 anni.
“Enzo Bianchi – sottolinea il Presidente Renzo Testolin – ha rappresentato una voce autorevole e originale nel panorama culturale e spirituale del nostro Paese, capace di parlare a credenti e non credenti e di fare del dialogo, dell’ascolto e dell’incontro tra le persone una cifra costante del proprio impegno. La Valle d’Aosta ha avuto il privilegio di conoscerlo e di ospitarlo in uno dei luoghi più simbolici del suo patrimonio, il Forte di Bard, che grazie anche alla sua presenza è diventato per anni un laboratorio di idee, di confronto e di apertura al mondo”.
“Bianchi – prosegue Testolin – aveva riconosciuto nella montagna, nella pietra del Forte, nel cielo che sovrasta la Valle e nella bellezza del nostro paesaggio non soltanto degli elementi naturali, ma anche una dimensione capace di parlare all’uomo e di accompagnarlo nella ricerca di umanità, armonia e fraternità. Il conferimento dell’onorificenza di Amis de la Vallée d’Aoste aveva voluto riconoscere proprio questo legame speciale. Oggi, nel momento della sua scomparsa, la Valle d’Aosta lo ricorda con gratitudine e con affetto, consapevole di aver incontrato una personalità capace di lasciare una traccia importante anche nella nostra comunità”.
Si unisce al cordoglio anche il Consiglio regionale della Valle. Il Presidente Stefano Aggravi, a nome dell’intera Assemblea regionale, ricorda il “legame profondo con la nostra regione, trovando nelle sue montagne e nei suoi luoghi di cultura uno spazio di riflessione, dialogo e incontro. Autore di numerosi libri e saggi, per diversi anni ha coordinato i Colloqui del Forte, la rassegna di incontri organizzata al Forte di Bard, contribuendo a farne un significativo appuntamento di confronto con protagonisti del giornalismo, dell’economia, della cultura, dell’imprenditoria e della società civile”.
