Paolo Beck-Peccoz, medico che nella sua carriera è stato considerato uno dei massimi esperti al mondo delle malattie dell’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide, è morto a Milano, dove viveva, all’età di 82 anni. Era nato a Gressoney-Saint-Jean il 5 settembre 1943, discendente della famiglia walser strettamente legata alla Valle del Lys per aver ospitato più volte la regina Margherita, contribuendo alla sua affezione per quelle terre, testimoniata dalla successiva costruzione del Castel Savoia.
Laureato in medicina all’Università di Torino, si è poi specializzato in endocrinologia e medicina interna. Proprio di endocrinologia e malattie del metabolismo è stato a lungo (dal 1990 al 2013) professore ordinario all’Università degli Studi di Milano, per poi divenire successivamente professore emerito dello stesso Ateneo. Tra le patologie di cui era considerato profondo conoscitore, i tumori ipofisiari TSH-secernenti e le sindromi da resistenza all’azione degli ormoni tiroidei e del TSH, oltre all’ipotiroidismo centrale.
Per la Società Italiana di Endocrinologia, che lo ricorda in queste ore sul suo sito, Paolo Beck-Peccoz è “stato prima di tutto un maestro fuori dagli schemi: mai convenzionale, sempre pronto a mettere in discussione le certezze acquisite, generoso nel tempo e nelle idee che regalava a chiunque gli stesse vicino, senza mai trattenere nulla per sé”. “Ci mancherà la sua libertà di pensiero e la sua amicizia”, conclude la SIE.
Nonostante fosse stabilito a Milano, il legame con Gressoney era rimasto anche attraverso la casa che ancora aveva in paese, dove durante l’anno capitava d’incontrarlo. L’annuncio della sua morte è stato dato ad esequie già avvenute. Paolo Beck-Peccoz lascia i figli Marco ed Andrea (con la mamma Milena), i nipoti Olivia, Sofia, Tommaso, Neela e Nina, i fratelli Federico ed Antonio con Egon, Umberto, Ada, Filippo e Carlotta.

2 risposte
Anch” io ricordo il professore con grande stima. Sono stata curata di ipertiroidismo , ho ancora la tiroide grazie al professore.lo ricordero’ e .preghero” anch” io per lui.
Grande professore, grande umanità, l’ho conosciuto per problemi di salute che lui ha prontamente individuato. Sono molto riconoscente. Riposi in pace. Ora riceverà la ricompensa meritata . Io prego per lui.