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Ultima modifica: 24 Ottobre 2019 9:57

Cambiamento climatico, due ricercatori salvano i “libri di ghiaccio”

Aosta - Sabato 26 ottobre 2019, alle 17.30, la Biblioteca regionale ospiterà una conferenza di François Burgay e Federico Dallo che presenteranno il progetto internazionale Ice Memory.

Ice Memory Scritto nel GhiaccioIce Memory Scritto nel Ghiaccio

Sabato 26 ottobre 2019, alle ore 17.30, la Biblioteca regionale Bruno Salvadori di Aosta ospiterà una conferenza di François Burgay e Federico Dallo che presenteranno il progetto internazionale Ice Memory.

Il riscaldamento climatico minaccia i ghiacciai, la cui fusione rappresenta un problema per tutte quelle comunità che dipendono da loro per l’approvvigionamento di acqua dolce. Inoltre, entro il 2050, fino a 1 miliardo di persone potrebbe essere minacciata dal conseguente aumento del livello dei mari. Tuttavia, la perdita di ghiaccio non rappresenta soltanto un problema per l’ambiente e la sicurezza delle persone, ma anche una potenziale perdita culturale e scientifica.

I ghiacciai, e nella fattispecie le carote di ghiaccio, sono infatti un libro di storia del clima del nostro pianeta. Strato dopo strato ci raccontano, in un linguaggio chimico, i cambiamenti di temperatura e di composizione atmosferica fino a 800.000 anni fa. Attraverso l’analisi di determinate molecole è possibile ricostruire gli incendi e le eruzioni vulcaniche del passato. La concentrazione di gas serra in atmosfera e gli impatti ambientali delle attività antropiche. Purtroppo, a causa dell’aumento delle temperature, la fusione del ghiaccio determina un mescolamento degli strati rendendo così difficilmente interpretabile il segnale climatico.

L’obiettivo del progetto Ice Memory, coordinato per la parte italiana dall’Università Ca’ Foscari di Venezia e dall’Istituto di Scienze Polari del CNR, è quindi quello di salvaguardare questi “libri di ghiaccio”. Prelevando delle carote di ghiaccio in diversi siti alpini al fine di proteggerli dal riscaldamento climatico. Questo stesso ghiaccio sarà poi trasportato in Antartide dove, grazie alle temperature medie al di sotto dello zero centigrado, sarà conservato per decenni. In questo modo, gli scienziati del futuro, sfruttando nuove tecnologie di indagine, potranno servirsi di questi archivi climatici, altrimenti irrimediabilmente compromessi. Compiere studi oggi impossibili ed effettuare scoperte che, senza questo backup, sarebbero inattuabili.

La conferenza, organizzata dalla Biblioteca regionale Bruno Salvadori, rappresenterà anche l’occasione per incontrare i ricercatori italiani e svizzeri di Ice Memory. Impegnati da fine ottobre sul Grand Combin nell’estrazione di una carota di ghiaccio, che svelerà i segreti del clima degli ultimi secoli.

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