La Thuile, Marco Confortola racconta i suoi 8000

Il 9 febbraio alle ore 21 all’hotel Planibel di La Thuile, Marco Confortola parlerà delle sue esperienze umane e sportive. L'alpinista è anche autore del libro “Il cacciatore di 8.000 - La mia sfida alle montagne più alte del mondo”.
Confortola

Il 9 febbraio alle ore 21 nella Sala Conferenze dell’hotel Planibel, Marco Confortola parlerà delle sue esperienze umane e sportive, delle sue emozioni e della sua rinuncia alla vetta della terza montagna più alta della terra, il Kanchenjunga (8586 m), nel maggio del 2018.

“Ho sentito che quello non era il mio momento. In poco tempo, cambio di obiettivo: scendere e non più salire. Avevo troppo freddo per poter continuare e la salita di una montagna la si deve gustare e oltre alla fatica, non devi smettere di provare attrazione per essa. Quando invece le tue sensazioni ed emozioni sono altre e non sempre positive, allora quello è il momento giusto per cambiare direzione agli scarponi. È difficile a volte prendere delle decisioni drastiche ma se lo si fa con la chiarezza e la sicurezza che sia la cosa giusta, è pace sia per il cuore che per la testa. Non ho vacillato, ero sereno sono sereno. Le montagne restano, le persone no.”

Queste sono state le parole con le quali Marco Confortola commentò la sua rinuncia al “Kance”, ma sono anche il messaggio che lo straordinario alpinista vuole trasmettere non solo a chi ama la montagna ma anche a chi, ogni giorno, è chiamato ad affrontare le sfide della vita.

Il cacciatore di 8.000 – La mia sfida alle montagne più alte del mondo” è il libro di Marco Confortolache racconta i suoi ottomila. Everest, Shisha Pangma, Annapurna, Cho Oyu, Broad Peak, K2, Manaslu, Lhotse, Makalu, Dhaulagiri: nomi che echeggiano nell’immaginario collettivo come luoghi remoti, quasi inaccessibili. Sono gli Ottomila, le montagne più alte del Pianeta. Marco Confortola ne ha già scalati dieci, e ognuno è stato una storia di fatica e soddisfazioni, rinunce e attimi di pace assoluta, sudore e amicizie ad alta quota con uomini straordinari, da Silvio ‘Gnaro’ Mondinelli a Denis Urubko a Krzysztof Wielicki e molti altri.

Pronto a rialzarsi anche dopo la tragedia che l’ha visto coinvolto sul K2, nella quale sono morte 11 persone e ha perso tutte le dita dei piedi per gli effetti del congelamento, Marco non ha smesso di ‘cacciare’, ed è deciso a conquistare la quattro cime che gli mancano per completare la ‘collezione degli Ottomila’ e assecondare così quell’istinto che sin da bambino lo portava a salire sempre più in alto.

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