Audi celebra la leggenda di Tazio Nuvolari per la sua supercar ibrida

Presentata in occasione del Gran Premio di Monaco la nuova “Nuvolari” è la stradale più potente mai realizzata da Audi. 1001 cavalli (736 kW), velocità massima oltre 350 km/b uscirà in 499 esemplari a 600mila euro l’uno.
Audi Nuvolari
Gioie e Motori

Audi ha presentato, in occasione del Gran Premio di Monaco, l’appuntamento più glamour dell’anno, la sua supercar ibrida. Cap d’Antibes ha celebrato nel suo incanto la nuova “Nuvolari”. Già dal nome, la mission della macchina è molto chiara. Nuvolari – che ha corso per l’Auto Union a fine anni Trenta del secolo scorso, ecco il motivo della dedica – è uno dei più grandi fuoriclasse dell’automobilismo, forse il più grande, anche se le classifiche di ogni tempo scontano una certa difficoltà e inevitabilmente il velleitarismo di chi le stila.

Tazio Nuvolari, comunque, è stato l’alfiere del coraggio, del talento, di una velocità spregiudicata: anzi, possiamo dire che il “Mantovano volante” è ancora oggi l’emblema dell’essenza stessa della velocità. E, infatti, l’auto che porta il suo nome è la stradale più potente mai realizzata da Audi. Mutuato dalla Lamborghini “Temerario”, il powertrain ibrido plug-in è costituito da un motore termico quattro litri biturbo otto cilindri a benzina che sviluppa 800 cavalli (588 kW), nonché da tre propulsori elettrici, due all’anteriore e il terzo tra l’endotermico e il cambio, alimentati da una batteria da 7.3 kWh.

La potenza totale di sistema vola a 1001 cavalli (736 kW), e le prestazioni sono meravigliosamente conseguenti: velocità massima oltre 350 chilometri orari e accelerazione da 0 a 100 chilometri orari in 2”6, assicurata da una coppia motrice da 730 Nm. La trazione è, ça va sans dire, integrale, nella nuova versione “Quattro Predictive Ride”, così come originale è l’aerodinamica attiva. Il telaio è in alluminio e la carrozzeria è in fibra di carbonio.

A proposito di carrozzeria, la nuova nata è ispirata alla “Concept – C”, la full electric di cui abbiamo a suo tempo trattato. La “Nuvolari”, la prima auto di serie sotto l’egida del responsabile del design Massimo Frascella, abbandona le tanto utilizzate concavità in favore di linee molto nette, direi scolpite, quasi squadrate. La calandra è in linea con la tradizione, ma la griglia è formata da alette intriganti. Il lunotto posteriore è stretto e si compone di larghi listelli neri. I proiettori sono stretti e filanti. L’ala posteriore mobile completa il tutto, reso ancora più iconico dalla colorazione, anch’essa originale, “Audi Titanium”, come nella Audi di Formula Uno.

L’impressione d’insieme dà l’idea della forza, della robustezza, concetti già ampiamente sperimentati dalla Casa, un must da tempo acquisito tanto da andare a costituirne il DNA. Personalmente mi ha ricordato la – seppure più levigata – “Rosemeyer” che inaugurò il secondo millennio. A sua volta dedicata ad un pilota mitologico come Bernd Rosemeyer e alla storia gloriosa della Auto Union, rimase allo stato di prototipo, ma, peraltro, diventò il riferimento per la progettazione della Bugatti “Veyron”. L’arrivo nelle concessionarie della “Nuvolari” è previsto tra un anno circa: soltanto 499 esemplari al prezzo di euro 600mila.

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