Uno degli interrogativi più praticati attualmente è: “Mi si nota di più se ad un avvenimento sono presente o se sono assente?”. Puerile e inefficace esorcismo di tempi grami, questo parlare tutto sommato del nulla mentre il mondo brucia.
Ne è esente un personaggio come Renato Della Valle, che ha fatto e fa dell’understatement il suo stile, la sua cifra di vita. Nato a Casalmaggiore, provincia di Cremona, nel 1942, Della Valle è un imprenditore di successo che non compare volentieri sulle prime pagine dei giornali, preferendo il lavoro quotidiano serio alle luci spesso fatue dei riflettori.
Editore (tra le riviste, “Rombo”, diretto dal leggendario Marcello Sabbatini), costruttore, dirigente in Armani e Gabetti, e prima ancora giornalista. E, per quanto riguarda questa rubrica, eccellente pilota di Motonautica. Campione Mondiale, Europeo, oltre ottanta successi in carriera.
Quarant’anni fa, aprile 1986. Lo scenario è la “Costa Dorada”, in Spagna, per il “Gran Premio di Villanueva”. È la prima prova del Campionato Europeo Offshore. Della Valle partecipa a bordo di un monocarena “Eberhard”: un mostro spinto da due propulsori Lamborghini da 730 cavalli l’uno. Al suo fianco, Gianfranco Rossi quale copilota e Moreno Di Giusto come navigatore. La distanza, 140 miglia marine.
Della Valle è già un campione affermato. Nella passata stagione ha vinto il Campionato Europeo e colto la piazza d’onore nel Mondiale. È quindi il favorito d’obbligo. Ruolo non sempre semplice e comodo, soprattutto, come nel caso di specie, in presenza di vento molto forte.
Ma Della Valle annuncia le sue ambizioni fin dalla partenza, portandosi in testa. Una lunga cavalcata cui nessuno pare in grado di opporsi, si lotta per le piazze d’onore. Ma l’imprevisto è dietro l’angolo. Il vento disancora una boa delimitante il campo di gara e si perde, rendendo inevitabilmente confusa la competizione. Le ricerche sono spasmodiche e, in prima battuta, infruttuose.
Proprio Della Valle rinviene la boa rubata dal vento e la gara può terminare regolarmente, con i ringraziamenti dei piloti che avevano dovuto affrontare condizioni meteo decisamente critiche. Della Valle vince e per dare l’idea dei competitor, secondo, a nove minuti, arriva Bruno Abbate, della leggendaria genìa degli Abbate, con il suo “Pinot di Pinot”. Dopo il “RollyGo”, terzo, sopraggiunge un altro top driver come Angelo Spelta, a bordo del “Nooxy”, la cui è corsa è stata pregiudicata da un guaio all’iniezione. E per dare concretamente contezza della difficoltà del circuito avversato dal clima, un fuoriclasse come Renato Molinari, alla guida del “Falcon”, abbandona per rottura del timone. Nella “Costa Dorada”, tra l’altro, debuttava anche l’ex pilota della Ferrari Didier Pironi, bersagliato da noie tecniche.
