Moto Guzzi, per i centocinque anni del marchio, celebra la sua leggenda, verrebbe da dire finalmente, con un museo – fabbrica a Mandello del Lario, provincia di Lecco, dove è nata. La firma è dello statunitense Greg Lynn, conclamato genio dell’architettura.
“Guzzi City” è costata cinquanta milioni di euro e si caratterizza soprattutto, dal punto di vista estetico e emozionale, per la terrazza e il ponte, due elementi che legano idealmente e non solo quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno con la montagna sovrastante, i monti sorgenti dall’acque ed elevati al cielo.
Citato Manzoni, ricordiamo che Guzzi nasce nel 1921, ideata da Carlo Guzzi e Giorgio Parodi. E nasce con la “G.P. 500”, dalle iniziali dei fondatori, nell’officina di Giorgio Ripamonti. L’aquila diviene il simbolo, in onore di Giovanni Ravelli, che aveva condiviso l’avventura senza vederne la concretizzazione a causa di un incidente aereo letale.
Guzzi e Parodi sono personaggi dediti al lavoro e per nulla avvinti dagli agi della popolarità. Restano loro stessi, in mezzo alle loro maestranze e alla loro gente. Forse, ma è un’interpretazione freudiana di chi scrive, alla pragmaticità e all’understatement si deve la denominazione della prima moto prodotta, la “Normale”.
La potenza di otto cavalli produce una velocità massima di ottanta chilometri orari, non poco per un secolo fa. Moto Guzzi e competizione sportiva sono un’endiadi. Già nel 1924 la “Normale” vince il Campionato Europeo. Anche il terribile “Tourist Trophy” si inchina due volte, la seconda con il grande Omobono Tenni.
Termina l’infausta seconda guerra mondiale e il “Guzzino” conquista il mercato di un’Italia stremata ma con tanta voglia di ricominciare. È un due tempi progettato da Antonio Micucci, che coniuga affidabilità e economicità, un binomio più che adatto all’epoca. Nel 1949 la “250” regala a Bruno Ruffo il primo Mondiale di Motociclismo. Da lì, la storia assurge a leggenda.
Ammirata anche dal cinema, la Guzzi recita da protagonista in film come “Il Vigile” con Alberto Sordi e “007 Una Cascata di Diamanti”, con il primo James Bond, Sean Connery.
Al grande successo fa seguito un periodo altalenante di crisi e riprese. Fino ad inizio secondo Millennio, quando Guzzi viene coinvolta dalla recessione che investe la controllante Aprilia. Sembra il commiato, ma a fine 2004 l’azienda è acquisita da Piaggio, che ne cura la rinascita.
Oggi il museo – fabbrica è, come si diceva, una celebrazione e la manifestazione di un rinnovato orgoglio. Vi ritroveremo lo stormo di “Galletto”, “Falcone”, “Albatros”, “Stornello” e altre icone come “California”, in dotazione ai Corazzieri della Presidenza della Repubblica e al corpo di Polizia di Los Angeles. Centosessanta modelli: una sorta di chiusura del cerchio, un prestigioso e commovente ritorno alle origini, con lo sguardo al futuro.

