“Perché ad Aosta non adottare il doppio senso ciclabile?”

Riceviamo e pubblichiamo la proposta di un lettore.
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I lettori di Aostasera
Vivo ad Aosta e, potendo, cerco di fare la mia parte per non aumentare il traffico già al limite del sostenibile, oltre che per un minimo di senso ecologico, soprattutto visto quello che sta accadendo al clima alpino.
In molti ci lamentiamo, in pochissimi agiamo concretamente.
Molto spesso, diciamo praticamente sempre, mi sento insultare in vari modi da automobilisti ai quali da fastidio la presenza di una bici su strada, anche nei pressi del centro storico, dove magari di auto sarebbe corretto non averne proprio – se non che quelle dei residenti, forse – anche in zone anguste come il tratto di via Guido Rey che transita davanti alla scuola primaria Sant’Orso.
Similmente la questione interessa tutte le aree attorno alle scuole, a partire da piazza San Francesco – che è chiaramente un parcheggio nel cuore della città creato per far respirare meglio i nostri figli a lezione – sino alla zona dell’università, e oltre.
E’ chiaramente un problema culturale: nei paesi “più evoluti” il rispetto delle persone passa attraverso gesti abituali, ormai consolidati, dove viene data la precedenza a passanti e ciclisti; questo avviene nei soliti “paesi più a Nord” e sino al Giappone: chi non ci è stato dovrebbe farsi un giro per capire quanto si viva meglio, con poco più di un po’ di rispetto reciproco.
L’Italiano medio non sembra arrivarci di propria sponte e purtroppo per ora solo le Leggi possono tentare di reindirizzare una mentalità stranamente irrispettosa anche in una cittadina piccola come Aosta: bene, esiste uno strumento legislativo che permette alle biciclette di circolare in senso opposto al traffico dove vi sia un senso unico di marcia, ed è il  D.L. 76/2020.
La pista ciclabile – per quanto non sia ottimale ai fini dell’attraversamento della città – è comunque stato un passo avanti; ora però l’amministrazione comunale assieme ai vigili urbani potrebbe fare un passo avanti per permettere il “doppio senso ciclabile” ai sensi del Decreto Semplificazioni disponibile da 6 anni e già adottato in Italia da città come Lodi, Trento, Bolzano, Pesaro, Verona, Reggio Emilia, Torino, Milano, Bologna… per non parlare dei paesi nordici.
E se lo adottassimo anche noi?
Andare in bicicletta in via Torino è al limite del pericoloso, per non parlare delle rotatorie agli estremi di via Garibaldi, dove davvero molto spesso si assiste ad automobilisti che trasformano la circonferenza in un ottagono, impossibilitati a ruotare il volante con una sola mano, poiché l’altra è impegnata a leggere il messaggio che sicuramente gli cambierà la vita… e di certo lo farà quando – come recentemente è successo – investiranno qualcuno. E’ diventato usuale vedere motorini procedere per una manciata di secondi (ovvero per 30, 40 metri) totalmente alla cieca, incantati dallo schermo del cellulare: inquietante.
Fa dispiacere, eufemismo, non vedere mai la Polizia appostata a controllare queste zone: fioccherebbero un sacco di soldi nelle casse del Comune, e magari qualcosa cambierebbe.
Il problema di mentalità interessa anche le forze dell’ordine: perché mai i Carabinieri, e lo scrivo con massimo rispetto per il loro operato, devono controllare via De Tillier – affollatissima – in automobile? A piedi farebbero meglio e darebbero un senso di maggior rispetto e più incisiva presenza.
E dunque?
Enrico, Aosta

9 risposte

  1. … ma non ne basta già uno di (non)senso??
    Qualcuno segnala cortesemente ai “ciclisti” che non tutti i marciapiedi sono ciclabili, e viceversa??
    Ma per favore!! In Italia bisognerebbe mettere il sale in zucca a chi scende in strada, che sia su 2 o 4 ruote .. Le rotarorie, ad esempio, sono fatte per rendere fluido il traffico … ci si avvicina, si rallenta un minimo e ci si immette… ma non vince nulla chi entra per primo!!!

  2. l’altro giorno sulla ciclabile di via Monte Solarolo ho visto sfrecciare una macchinetta per disabili!!!!!!!!!

  3. che fesseria la ciclabile in via Kaolack! Per non parlare delle corsie che finiscono nel nulla….
    Disastro totale, se non ci fossero da sborsare un sacco di soldi ritornerei alla pre amministrazione Nuti!

  4. Purtroppo il contromano ciclabile era possibile fino a settembre 2020, quando la Legge n. 120 ha convertito in legge il decreto Semplificazioni introducendo diverse modifiche al Codice della Strada, tra cui alcune che riguardano le biciclette e in particolare la circolazione nel senso opposto di marcia. Che adesso è praticamente autorizzata ma solo in presenza della corsia ciclabile per doppio senso ciclabile. Successivamente, la legge n. 177/2024 ha confermato questa tipo di corsia, introducendo solamente l’obbligo per il progettista del Comune di verificare che non sia possibile adottare, al posto della corsia ciclabile per doppio senso ciclabile, la fattispecie classica della pista ciclabile in sede propria in senso opposto a quello degli altri veicoli.

  5. Concordo, per non parlare dei ciclisti sui marciapiedi, molto pericolosi. E… nessun controllo.

  6. L’idea è ottima, detto da un ciclista che la ciclabile la usa tutti i giorni senza più rischiare di essere investito da nessuno. Peccato che le ciclabili si siano trasformate in “passeggiabili”, cioè tutti a piedi con il gelato in mano a camminare beatamente occupando tutta la strada e chi se ne frega dei ciclisti, che vadano a farsi stirare sulla strada provinciale oppure che usino anche loro la macchina. Vigili? Nemmeno l’ombra. Ma allora di cosa stiamo parlando!

  7. In città si vedono troppo spesso motorini sfrecciare a velocità evidentemente ben superiori ai limiti, insieme a comportamenti pericolosi che sembrano ormai quasi normalizzati. Il problema non è soltanto il rispetto delle regole, ma una più generale mancanza di cultura della sicurezza stradale e del rispetto reciproco, che temo riguardi talvolta anche chi è chiamato a controllare.

    Per questo sono favorevole alla proposta del doppio senso ciclabile, che considero un passo nella direzione giusta. Resta però il dubbio che, qui in Valle d’Aosta come in altre parti, non ci sia ancora una cultura della mobilità e della sicurezza stradale sufficientemente matura per accompagnare misure di questo tipo. PS: sono un ingegnere e mi occupo di trasporti da circa 30 anni

  8. Condivido le riflessioni e le proposte del Sig. Enrico. Visto che ci siamo, perchè non intervenire anche per moderare il frastuono provocato ad ogni ora del giorno e della notte dai numerosi motorini fracassoni? Un tempo era frequente osservare pattuglie delle Forze dell’Ordine fermare queste specie di “centauri”, sequestrare loro i mezzi e farli rientrare a casa “scortati” dai genitori. A quando il ripristino, l’ampliamento e il controllo delle Zone 30 Km orari in città? Nell’attraversamento della strada anche i pedoni devono prestare attenzione, assicurandosi di essere visti PRIMA di buttarsi sulle strisce (sempre che le utilizzino), interrompendo di consultare il telefonino almeno durante l’attraversamento, di tutta la carreggiata! Si potrebbe proseguire con il richiamo in modo casuale degli automobilisti di ogni età a dimostrare di possedere ancora la conoscenza del Codice della strada. Tanto per cominciare…

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