Comprensori: accessi in calo ad inizio anno per il maltempo, il 2018 parte in salita

15 Gennaio 2018

È partito in salita il 2018 per i comprensori sciistici valdostani. A creare problemi, generalizzati, è stato il maltempo che ha colpito duramente le piste in una settimana cruciale, quella cioè che ha portato al sabato dell’Epifania. Il problema di fondo, però, sembra essere il precedente dello scorso anno, stagione dai numeri eccezionali non semplice da ripetere. Se le medie di turisti sono in calo, quindi, lo sono nei confronti di un’annata “record”, che si ridimensionano se raffrontate con gli scorsi anni.

Pila in perdita, Crévacol in controtendenza

La situazione adesso si è normalizzata, con le piste praticamente tutte riaperte e perfettamente funzionanti, anche se l’onda delle vacanze di Natale si è fatta sentire: “Il calo dei primi giorni dell’anno – ha spiegato Davide Vuillermoz, Presidente di Pila SpA – si è fatto sentire, e si assesta a circa un meno 20% rispetto alla scorsa stagione”. Fattore che ha fatto correre ai ripari il comprensorio: “Anche quando c’è stato il blocco totale – prosegue Vuillermoz – siamo riusciti a tenere aperte diverse piste, permettendo comunque a tutti gli sciatori di uscire. Per gestire una situazione non standard, vista la chiusura di alcune zone del comprensorio, abbiamo ridotto temporaneamente le tariffe degli skipass a portandoli da 39 euro a 20 euro, passati poi a 30 man mano che si aprivano le piste”.

Situazione diversa, invece a Crévacol, che a fine 2017 faceva registrare un + 90%, e che in questa settimana si è assestato su un +68%. Merito, spiega sempre Vuillermoz, di una opportunità progettata con attenzione: “È stata una scelta strategica, stiamo lavorando con un tour operator inglese che voleva spostarsi da Francia e trovare una località che ospitasse le attività della sua squadra di specialisti nell’agonismo. La scelta di Crévacol come sede di allenamento è stata vincente”.

Calano le presenze sotto il Cervino, turisti sotto la media

Percentuali in calo anche per la Cervino SpA, che però può contare sempre su una stagione sciistica molto più lunga rispetto agli altri, come spiega il Presidente Federico Maquignaz: “I primi giorni di gennaio sono stati difficoltosi per via delle ultime nevicate e della chiusura di strade e impianti che ovviamente hanno influito negative. Questo weekend è andato molto, e adesso aspettiamo di chiudere il mese per capire l’entità della perdita”.

Perdita che, secondo Maquignaz, si farà sentire: “Il calo percentuale è stato importante – prosegue – perché il brutto tempo non è mai un buon compagno di viaggio, ma non siamo così preoccupati.  L’anno scorso è stato da record, e quest’anno perdendo parte delle vacanze di Natale siamo sotto media, e ad oggi siamo sotto le medie anche degli anni passati. Recuperare è sempre difficile, ma se il tempo ci accompagna sono fiducioso di recuperare qualcosa”.

 

Courmayeur – 20% rispetto al 2016

“Questo weekend, che in teoria è sempre stato un po’ ‘scarico’ è andato molto bene – spiega invece Elena Garda di Courmayeur Mont-Blanc Funivie – anche perché appena spunta il sole le piste si riempiono, ma purtroppo siamo stati penalizzati dal maltempo durante le vacanze di Natale. L’afflusso a fine del periodo vacanziero è stato circa del 20% in meno rispetto allo scorso anno, che comunque è stato un anno ‘record’, mentre possiamo dire di essere in linea con le cifre delle ultime stagioni”.

 

Trend in calo anche La Thuile, bene lo scorso weekend

Sensazioni e cifre simili anche per Killy Martinet, Presidente delle Funivie Piccolo San Bernardo di La Thuile: “Durante le vacanze ha fatto brutto, ha nevicato tanto e ha piovuto in paese, fattori che non invogliano certo i turisti a sciare. Questo bel weekend di bello ci ha rimessi in moto,  abbiamo lavorato tanto e le piste sono tutte aperte”.

Perdite considerevoli, anche se Martinet vede le presenze in media con le scorse stagioni: “Guardando al periodo natalizio possiamo dire di aver avuto un 20% di presenze in meno, anche se in questo periodo, grazie anche alla clientela inglese e russa, dovremmo essere in linea con le nostre medie, ma non con l’anno scorso che è stato anno eccezionale. Adesso speriamo nel bel tempo, perché con la neve siamo ampiamente a posto fino a fine stagione”.

 

MonterosaSki, meno 22%

Il maltempo ha colpito anche il comprensorio del Monte Rosa, nonostante una stagione che era iniziata nel migliore dei modi: “Rispetto allo scorso anno – spiega il Presidente Giorgio Munari – abbiamo avuto circa un 22% di accessi in meno. Il problema è che avevamo il 90% di piste aperte a dicembre, e la settimana di maltempo ha cambiato tutto. Ora gli impianti sono tutti aperti e dobbiamo sperare nei buoni weekend di gennaio”.

Munari si basa sulla scorsa stagione “record”, mentre sul paragone con gli anni passati va un po’ più cauto: “Non ha molto senso fare il confronto con gli anni scorsi, quando c’erano altre condizioni e altre tariffe. Il problema è che il brutto tempo ci ha fatto perdere l’indotto che avremmo sicuramente avuto”.

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