Migranti, la Lega contro la gara sui centri di accoglienza: “Pericolo sociale e rischio sanitario”
Dopo tre gare andate deserte (giugno e ottobre 2019 e giugno 2020) e dopo altrettante proroghe alle attuali condizioni di 35 euro per ogni migrante, fa discutere la decisione del Presidente della Regione Renzo Testolin di bandire nuovamente la procedua per la gestione dei centri di accoglienza dei migranti in Valle, modificando le condizioni.
A scagliarsi contro è la Lega Vallée d’Aoste che – scrive in una nota – “apprende con stupore” la notizia e spiega che “la procedura, peraltro, con incredibile sorpresa, riporta un dato inquietante. A fronte del precedente bando andato deserto nel mese di luglio 2019, il Governo regionale ha pensato bene di portare la cifra pro capite per l’accoglienza dei gentili ospiti dai 18€ previsti dai decreti sicurezza ai 24,25 euro attuali aumentando così i costi per le tasche dei cittadini di ben un milione e duecentomila euro per un totale dei costi in favore di chi sbarca domani di ben 10.675.675,50 euro”.
Lega che parla di una “scelta fatta in tutto silenzio” e che “pare rappresentare l’ennesima marchetta elettorale in favore delle cooperative ‘amiche’ professioniste dell’accoglienza”, rappresentando “un vero e proprio sfregio ad una comunità come quella valdostana che sta lottando per uscire dalle disastrose conseguenze del Covid-19”.
“La Lega Vallée d’Aoste – chiude la nota – ribadisce con forza il proprio no alla presenza sul territorio regionale di centri di accoglienza che, ad oggi, rappresentano non solo un pericolo sociale per le piccole comunità della nostra Valle, ma anche un elevato rischio sanitario per la presenza di numerosi migranti infetti da Covid-19 in arrivo sulle nostre coste”.
La replica della Regione
“Il nuovo bando di gara pubblicato lo scorso mese di luglio, di cui è stata data ampia evidenza con tutti gli strumenti previsti dalla vigente normativa, è stato realizzato sulla base delle indicazioni fornite dal Ministero dell’Interno con circolare del mese di febbraio 2020” precisa una nota dell’Amministrazione regionale.
Dopo una serie di bandi andati deserti su tutto il territorio nazionale, il Ministero dell’Interno “ha rilevato una serie di problematiche applicative emerse in ordine allo schema di capitalo di appalto approvato dal Governo nazionale nel 2018”. Alle Prefetture è stato, quindi, chiesto di “aggiornare i bandi di gara in modo da introdurre alcune varianti tra cui la rimodulazione dell’importo a base d’asta, precedentemente formulato sulla base di valori medi nazionali che non tenevano conto delle elevate differenziazioni di costi tra le singole realtà regionali.” Da qui il nuovo importo a base d’asta di 24,25 euro pro capite e pro die, “il cui onere è interamente coperto con risorse statali”. Il numero totale di posti disponibili, è stato ridotto dai precedenti 602 agli attuali 300 adeguandolo alle esigue possibilità di accoglienza presenti sul territorio valdostano.