Mense, mille euro di sanzione a Vivenda per le irregolarità dello scorso anno

03 Marzo 2020

Mille euro di sanzione da parte del Comune di Aosta ed una serie fitta di controlli, per evitare “brutte sorprese”.

Dopo il “maxi-sequestro” di alimenti, a metà novembre, a seguito di un’ispezione dei Nas nei locali di Arnad della Vivenda – società che nel Capoluogo si occupa della fornitura di pasti nelle mense scolastiche – il Comune aveva promesso a stretto giro maggiori controlli.

Stamattina – 3 marzo – in III Commissione è arrivato il risultato delle verifiche, illustrato dalla dirigente dell’Area A5 (che comprende l’Istruzione) Elisabetta Comin, che prima ricostruisce la vicenda: “L’ispezione del 13 novembre 2019 al centro di cottura di Arnad ha fatto emergere tre non conformità: una di carattere igienico relativo ad alcuni ‘termobox’ che giacevano in una zona non appropriata, ovvero nella ‘zona pulito’ invece che in quella dedicata allo sporco e non erano ancora stati sufficientemente ripuliti. L’azienda si è giustificata dicendo che al momento dell’ispezione i pasti erano confezionati ed i contenitori in attesa di essere lavati. Ha ammesso che la zona non era quella appropriata, ed è stata sanzionata dei Nas”.

“La seconda – prosegue la dirigente – riguardava delle componenti arrugginite dei carrelli, che non andavano a diretto contatto col cibo. Anche in questo caso l’azienda è stata sanzionata amministrativamente dai Nas. La terza ci riguardava per la sanzione da comminare e ha visto il sequestro di 23 bottiglie di olio. Nel capitolato era previsto che fosse biologico, confezionato in Italia e prodotto da olive italiana, mentre era prodotto con olive comunitarie”, quindi di provenienza europea.

Da qui la sanzione: “Con il direttore dell’esecuzione – spiega ancora Comin – abbiamo ritenuto, visto che la non conformità non aveva una portata tale da ritenersi igienico/sanitaria, di comminare la sanzione minima prevista dell’articolo 66 del contratto, ovvero la penale da mille euro”.

I controlli

Nel frattempo le verifiche si sono fatte più fitte, anzitutto quelle degli enti preposti: “Nel 2019 i controlli sono stati quattro, due da parte dell’Usl e due dei Nas, e tutti hanno avuto esito favorevole”.

Controlli delle autorità che hanno riguardato, per le mense di Aosta, la somministrazione dei pasti, incontri con il personale, analisi chimiche/batteriologiche, formazione del personale, Piano HACCP ma anche lo stato dei locali e le diete speciali.

Da parte sua si è mosso anche il Comune: “Abbiamo fatto un gran numero di controlli a sorpresa – spiega ancora Comin – e valutazioni con l’azienda per dare rassicurazioni e trasparenza, come la pubblicazione sul sito della tabella dei prodotti che vengono utilizzati nelle mense che metta in luce non solo il fornitore ma anche chi li produce”.

“Dopo i rilievi l’azienda ha comprato carrelli nuovi, dimostrati dalle fatture prodotte, e provveduto a sostituire l’olio con quello richiesto dall’appalto. Peraltro tra i due c’è una differenza di costo irrilevante, di 0,65 euro a bottiglia. Avevamo avuto il sospetto che dietro l’acquisto di un olio diverso ci fosse una componente economica, ma quello richiesto e a norma di capitolato costa 5,30 euro al litro”.

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